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Il coraggio di osare: appello agli Ecologisti

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Questo “Appello agli ecologisti” vuole essere uno strumento di riflessione e di iniziativa rivolto sia ai Verdi, sia alla più ampia area di tutti gli ecologisti interessati ad un rilancio della sfida ecologista in Italia e con un forte riferimento europeo. Non è un testo “chiuso”, ma soltanto un punto di partenza. A chi lo legge, se lo condivide nella sostanza, chiediamo tanto una iniziale sottoscrizione, quanto eventuali suggerimenti, osservazioni e proposte per migliorare il documento e renderlo più partecipato e condiviso. In questa prima fase di raccolta, le sottoscrizioni del documento e le eventuali osservazioni possono essere comunicate inserendo un commento su questo sito www.qualcosadiverde.it.

Le ultime elezioni europee sono state per Sinistra e Libertà, e quindi per i Verdi, un fallimento come già un anno fa era accaduto alla Sinistra Arcobaleno. Il risultato delle europee è stato ancor più negativo rispetto alle elezioni politiche del 2008 perché, pur in assenza del richiamo al ‘voto utile’, gli oltre due milioni di voti in uscita dal PD non sono stati conquistati da Sinistra e Libertà.
Mentre, perciò, i Verdi italiani scompaiono per la prima volta dal Parlamento europeo, come già accaduto dal Parlamento nazionale, in Europa gli ecologisti registrano uno storico successo elettorale da Nord a Sud . Infatti, i Verdi in Europa moltiplicano i voti e i seggi, superando il 10% in almeno dieci paesi; con straordinari risultati in Francia (sopra il 16%), in Germania , in Austria, in Inghilterra , ma anche in Grecia (dove riescono ad eleggere per la prima volta un parlamentare europeo). Nel novembre scorso, poi, i Verdi negli USA hanno raddoppiato gli eletti in centinaia di località, in contemporanea alla vittoria di Obama.
Siamo tutti chiamati a decidere con coraggio di provare a far uscire i Verdi italiani da una situazione di inarrestabile declino e perdita di consensi, rilanciando nel paese un forte progetto ecologista capace di dare una risposta, anche assumendo responsabilità di governo, alla crisi economica globale, ai cambiamenti climatici, all’aggressione alle risorse naturali, ai diritti di tutti gli esseri viventi. Un progetto che metta al centro della propria azione la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici attraverso una programmata riconversione ecologica dell’economia e della società.
Abbiamo per troppi anni rinunciato a parlare a tutti cittadini, per rivolgerci ad una parte limitata e ideologizzata della popolazione, dimenticando colpevolmente che le nostre tematiche sono universali e trasversali. Questo ha portato i Verdi ad essere interlocutori solo di parti limitate e non di tutti.
Dobbiamo quindi lavorare per portare la questione ecologica ad essere centrale nella politica e nella società del nostro paese, consapevoli che le nostre proposte sono già, in tutto il mondo, il motore per avviare una radicale trasformazione della nostra società e dell’ economia, in un percorso culturale e politico di ricostruzione del senso di appartenenza ad una comunità quale soggetto collettivo.
C’è un aspetto però che dobbiamo affrontare con risolutezza e che riguarda noi stessi , ovvero la nostra inadeguatezza a poter avviare un simile ed ambizioso processo da soli. Dobbiamo, perciò, lavorare da subito per costruire una “rete ecologista” insieme a quella “moltitudine”, a quel grande movimento di milioni di uomini e donne che in migliaia di comitati, associazioni, pratiche comuni collegate tra loro, si occupano di ecologia, diritti, pace, nonviolenza, nuova economia, legalità, cooperazione internazionale e decentrata, democrazia, e recuperando alla causa militante ecologista quelle intelligenze che lavorano nel mondo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’informazione e dell’imprenditoria.
Dobbiamo metterci a disposizione di un nuovo percorso, favorendo e stimolando l’avvio nel paese di una fase costituente ecologista, che sappia anche mettere in discussione il vecchio modello partito, per dare più spazio ad una politica di partecipazione e di democrazia, nel rispetto di un reale federalismo. Per favorire, come auspichiamo e ci impegniamo a fare, la nascita di un nuovo movimento politico ecologista, dobbiamo superare il modello politico e organizzativo della Federazione nazionale dei Verdi, per come l’abbiamo conosciuta e soprattutto per quello che è diventata negli ultimi anni. Questo non significa per noi in alcun modo liquidare i Verdi, ma, al contrario, favorire nel nostro paese la nascita di una nuova soggettività politica verde, collegata all’esperienza verde europea.
La destra oggi al potere in Italia rappresenta un pericolo per la democrazia, per i diritti e per l’ambiente, mentre la sinistra di cui siamo stati alleati rivela tutta la sua inadeguatezza a rappresentare una alternativa credibile. Per questo è necessario porsi in modo prioritario l’elaborazione e costruzione di una nuova proposta politica autonoma, credibile e capace di futuro. E per questo è anche necessario porsi da subito il tema delle alleanze, lavorando anche alla nascita di un centrosinistra nuovo nei contenuti e nelle modalità, che si lasci alle spalle la fallimentare politica di autosufficienza del Pd: un’alleanza di cui deve essere parte decisiva una forza ecologista autonoma, che, come si è verificato in Europa, possa rappresentare un determinante e strategico valore aggiunto.
L’attuale dirigenza della Federazione dei Verdi, in assenza di qualsiasi dibattito interno tempestivamente convocato, sembra invece lavorare per sciogliere definitivamente l’esperienza verde in Sinistra e Libertà, benché l’intero gruppo dirigente nazionale termini il proprio mandato col luglio 2009, quindi ben prima dell’Assemblea nazionale convocata per ottobre .
In questi ultimi mesi l’attuale dirigenza della Federazione dei Verdi ha stimolato e favorito la nascita dei coordinamenti di Sinistra e Libertà, non opponendo alcuna obiezione allo scioglimento di gruppi consiliari regionali verdi per formare quelli della Sinistra. A questa scelta, che ha anche prodotto la sostanziale invisibilità della presenza verde autonoma nelle recenti elezioni amministrative, va data una risposta immediata e determinata, dando voce a tutti i Verdi che non intendono sciogliersi in una formazione politica che ripropone simboli, linguaggi e contenuti già consumati tante volte nella vicenda politica della sinistra italiana.
Assenza di democrazia, forzature statutarie, imposizione di fatti compiuti anche a livello territoriale e delle istituzioni rappresentative stanno caratterizzando questa fase all’interno della Federazione dei Verdi, calpestando la volontà degli iscritti, elettori e simpatizzanti Verdi che non vogliono sciogliersi in Sinistra e libertà e che intendono invece impegnarsi per costruire una fase costituente di tutti gli ecologisti in Italia.
Sarebbe totalmente irresponsabile far sì che nel terzo millennio non esistesse in Italia una forza ecologista autonoma e politicamente organizzata, considerata anche la marginalità a cui sono relegate le tematiche ecologiste nelle altre forze politiche.
C’è bisogno di un movimento politico ecologista che sappia parlare, a 360 gradi, con tutti i cittadini, forte della propria identità culturale e autonomia politica, ma capace anche di costruire alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica in Italia. Le grandi questioni come la pace nel mondo, il contrasto ai cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e ad ogni tipo di discriminazione, la sicurezza alimentare, la lotta allo smog e al traffico, la tutela della salute, la giustizia sociale, i diritti dell’infanzia, la cura del verde, i diritti degli animali, la tutela della biodiversità, la politica energetica basata sulle energie alternative, sul risparmio ed efficienza energetica, le politiche ecologiche per rilanciare l’economia e quindi l’occupazione attraverso la ‘green economy’, sono temi che riguardano tutti i cittadini e non solo una parte di essi.
Dobbiamo avere il coraggio di osare ancora. La costruzione di nuovi contenitori frutto solo di assemblaggi e di vecchie alchimie politiche è stata già punita due volte dagli elettori. Non dobbiamo preoccuparci del nostro futuro particolare, ma del futuro dell’ambientalismo italiano e dell’ecologia politica. Per questo chiediamo, a chiunque condivida questa preoccupazione e questa speranza, di unirsi per lanciare al paese la nuova sfida ecologista in una nuova costituente ecologista.

PRIMI SOTTOSCRITTORI DELL’APPELLO IN ORDINE ALFABETICO
Gianfranco Bettin
Marco Boato
Angelo Bonelli
Nando Bonessio
Daniela Caprino
Veronica Cerea
Caterina Di Bitonto
Barbara Diolaiti
Pino Finocchiaro
Antonio Fiorenzani
Paolo Galletti
Sergio Golinelli
Daniela Guerra
Sepp Kusstatscher
Lorenzo Lombardi
Gregorio Mariggiò
Daniele Massaro
Pinuccia Montanari
Cristina Morelli
Aurelio Morrone
Camillo Piazza
Maurizio Pieroni
Roberto Repossi
Natale Ripamonti
Alessandro Ronchi
Susanna Scotti
Sauro Turroni
Gabriele Volpi
Luana Zanella

ULTERIORI SOTTOSCRITTORI DELL’APPELLO IN ORDINE ALFABETICO
Francesco Alemanni Lazio
Marcello Angelone Campania
Carmen Barasi Emilia Romagna
Dino Barrera Piemonte
Leopoldo Barretta Campania
Elena Berti Trentino
Sandro Boato Trentino
Maria Boncompagni Lazio
Alex Canella Emilia Romagna
Anna Catalani Lazio
Fiore Cava Calabria
Anna Ceola Trentino
Baldassarre Cesarano Campania
Lucia Coppola Trentino
Angela Coraggio Campania
Fabio Corgiolu Lombardia
Luca Dall’Orto Liguria
Carmela De Gaetano Campania
Pasquale Del Gaudio Campania
Emma Di Girolamo Trentino
Claudio Erani Emilia Romagna
Francesco Ferraro Campania
Fulvio Forrer Trentino
Graziella Furini Lazio
Vincenzo Galati Piemonte
Antonio Giordano Campania
Daniele Graziano Lazio
Antonio Iovino Campania
Aldo Keller Trentino
Alessandro Leonetti Calabria
Ivan Leonetti Calabria
Ivana Lindia Calabria
Fabrizio Lonati Lazio
Flavio Longo Calabria
Francesco Longo Lazio
Luigi Lusciano Campania
Silvio Manna Calabria
Leopoldo Maresca Campania
Luigi Maresca Campania
Luciano Martinello Trentino
Alfonso Mauriello Campania
Antje Messerschmidt Trentino
Maurizio Migliarini Trentino
Annunziato Milito Calabria
Sandra Morelli Emilia Romagna
Giovanni Morrone Calabria
Natalie Naim Lazio
Nicoletta Naldini Emilia Romagna
Giuseppe Napoli Calabria
Matteo Nicoletti Calabria
Marco Papi Lazio
Fausto Pardolesi Emilia Romagna
Giorgio Pedrotti Trentino
Ciro Petruccione Campania
Aldo Pompermaier Trentino
Paolo Pontillo Emilia Romagna
Ruggero Pozzer Trentino
Rino Pruiti Lombardia
Carmine Quintiero Calabria
Tonino Ricci Lazio
Floria Ruele Trentino
Antonio Ruocco Campania
Loredana Sabatino Campania
Renato Sabini Lazio
Italo Sapia Calabria
Angelo Sarcinelli Campania
Maria Schiano Lo Moriello Campania
Chiara Salvatorelli Emilia Romagna
Stefania Schettino Campania
Giovanni Somma Campania
Giovanni Spagnuolo Campania
Giovanni Spedicati Calabria
Massimiliano Spingi Lazio
Paolo Stellino Lazio
Giuseppe Teodoro Lazio
Antonella Todisco Campania
Giovanni Verdoliva Campania
Fernanda Veropalumbo Campania
Stano Via Calabria
Odilia Zotta Trentino
Giuseppe Zurlo Campania

12 Commenti a “Il coraggio di osare: appello agli Ecologisti”

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    Come appartenente ai Verdi di Livorno e respnsabile progetto Partecipazione dei Verdi di Livorno aderisco e esottoscrivo l’appello.
    Stefano Romboli

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    E’ un appello che sottoscrivo, con qualche riserva e con qualche lieve distinguo, che mi ha letto su questo benemerito sito, può immaginare.
    Percorsi costituenti e di apertura del soggetto politico ecologista italiano sono stati tentati più volte almeno negli ultimi dieci anni.
    In più l’apertura all’arcipelago verde e la partecipazione sarebbero dovuti essere caratteristiche genetiche dei Verdi.
    Per evitare di perpetuare VGM, occorre individuare le giuste e nuove gambe su cui far camminare idee e posizioni vecchie ma sacrosante.
    Riciclaggi e riutilizzazioni non sarebbero accettabili.
    E’ da rivedere soprattutto il rapporto (spesso inesistente) tra gli eletti nelle istituzioni e il partito, le associazioni e i cittadini.
    Primo obiettivo, però, deve essere non far perdere stanze alla casa comune degli ecologisti italiani…
    Il senso di questo appello troverebbe maggiore concretezza proprio con una “rielaborata”, “formattata” Federazione dei Verdi con il sole che ride e la scritta verdi per la pace, che veda la partecipazione di tutti!
    L’ancora drammatica situazione ambientale italiana e planetaria non consente diaspore o scissioni ma un impegno unitario, credibile, coerente e competente a favore di un pianeta, il nostro, avuto in prestito dalle prossime generazioni.
    Ancora verdi saluti e spero di partecipare…
    Matteo Di Bello
    sempreverde dal 1985

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    Aderisco con convinzione all’appello per costruire una rete ecologista che parta dai Verdi, ma vada oltre a questa esperienza politica connotata da luci e da ombre, specialmente negli ultimi anni, dove l’identità del partito è stata contradditinta da una continua schizofrenia alla ricerca di una collocazione del partito all’interno di cartelli elettorali guidati da socialisti (Girasole e Sinistra e Libertà) e Comunisti ( Sinistra Arcobaleno), con una minoranza ecologista. Invece di egemonizzare culturalmente con il nostro innovativo patrimonio di idee gli altri partiti e soprattutto la Sinistra, siamo stati percepiti come un partito al traino di una Sinistra tradizionale, che in questi anni si è poco rinnovata. A differenza degli altri partiti verdi europei, la classe dirigente nazionale del partito ha commesso errori su errori, ma nonostante questo ad ogni Congresso si presenta come l’unica in grado di guidare il partito, chiusa ad ogni contributo critico proveniente dall’altra metà del partito. Mi auguro, che tutti i Verdi per la costituente ecologista diano battaglia al Congresso di ottobre per vincerlo e per cambiare radicalmente il modo di governare questo partito in senso antiverticistico, antileaderistico, partecipato e con grande rispetto e apertura per le minoranze.
    Un saluto a tutti da Marcello Allegri Portavoce della Federazione Comunale di Livorno

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    Non posso che trovarmi d’accordo con questo testo,pur essendo giovane da sempre mi sono avvicinato alle problematiche e tematiche riguardanti l’ambiente e da sempre ho sostenuto i Verdi Italiani.
    Le ultime elezioni europee hanno dimostrato quanto siano importanti i problemi riguardanti l’ambiente,nei maggiori paesi europei i Verdi sono una realtà ben definita e soprattutto una realtà!
    In Italia i Verdi non hanno mai saputo far comprendere a pieno quanto siano importanti i problemi dell’ambiente e della natura.
    Si continua a soppravvivere con insensati cartelli elettorali che con i Verdi non hanno nulla a spartire,abbiamo un potenziale enorme,abbiamo una nostra identità,forse ora appannata.
    Perchè in Francia i Verdi raggiungono il 16%??Perchè in Italia non possiamo avere una forza verde?
    Forse ora più che mai è il momento di continuare il progetto dei Verdi,con una loro autonomia e con un loro cambiamento a partire dalle classe dirigenti.
    Uscire dalla nicchia della sinistra radicale e rivolgersi a tutti perchè i problemi ambientali non sono nè di destra nè di sinistra.
    A me non interessa un partito di vertice,”romano”,non mi interessa essere a tutti costi in parlamento,vedo un partito verde radicato nel territorio.
    Partire dal basso,dalla presenza anche di semplici consiglieri comunali in paesi di 2000 abitanti per arrivare a portare in parlamento una grande squadra verde,giovane e dinamica,capace di proporre e non solo di dire ‘No’ a questa o quella ipotesi.
    I verdi non possono essere assorbiti da ibridi cartelli elettorali aventi il solo scopo di eleggere qualcuno.
    Chiedo un passo indietro a tutta la dirigenza che sta lentamente facendo scomparire i Verdi.
    Chiedo un stop a questo suicidio politico.
    Chiedo un partito federale,vicino alle singole realtà regionali
    Chiedo un partito nuovo e giovane che sappia parlare ai giovani.
    Chiedo una nuova classe dirigente,che non pensi solo a salvare il proprio posto.
    Chiedo un nuovo partito dei Verdi.
    E mi fermo qui

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    Come esponente del Partito dei Verdi di Castellammare di Stabia posso comunicare la piena adesione mia e dell’intero direttivo all’appello.
    Lavoriamo per far valere la nostra tesi con l’informazione telematica e cerchiamo di sottoscriverlo in tanti..

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    Occorre avere un partito dei Verdi, serio, autorevole, Europeo. In questi ultimi anni l’ambientalismo ha subito un vero processo. L’Italia, le nostre città, i nostri paesi hanno bisogno di una politica ambientalista e “pulita”. Spesso anche i nostri “amici” ci hanno deluso. Credo che sia utile, anzi utilissimo, pensare ad un nuovo modo di fare, di ragionare, di discutere.
    Aderisco!
    Gennaro Tedesco

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    Salve, sono Nicola Giulietti, un giovane iscritto ai verdi. Condivido l’appello agli ecologisti “il coraggio di osare”, ma mi pare che attuarlo comporti una serie di problemi che dovrebbero essere affrontati adesso, altrimenti si rischia un ulteriore flop.

    Credo che il nuovo soggetto politico verde auspicato nell’apello possa esercitare un’attrattiva molto scarsa nei confronti dei movimenti ecologisti che vuole coalizzare; infatti negli ultimi anni i Verdi non sono riusciti ad interpretare i bisogni delle elettori, ad essere ed apparire diversi dagli altri partiti (soprattutto in fatto di partecipazione – che costituisce uno dei 4 pilastri del pensiero verde) riducendosi anche per questo ad un partito minuscolo. Molti dei nostri, inoltre hanno deciso di tentare altre vie (sinistra e libertà, PD, liste a 5 stelle di Grillo, altre liste civiche) e sarà certamente dura riportarli indietro. A questo si aggiunga la difficoltà di portare soggetti associativi e comitati, che quasi sempre nascono come apartitici o in contrapposizione al mondo partitico, nel contesto di un partito decadente. Cosa volete che ci facciano con il nostro bagaglio di esperienze? Imparare a non fare come noi?

    Questo significa che non dobbiamo presentarci come un partito precostituito, che dobbiamo creare dei meccanismi seri che facilitino il rinnovamento, che non possiamo presentarci in opposizione/alternativa ai vari soggetti con sfumatura ecologista più o meno marcata che vogliamo coinvolgere, piuttosto fornire delle risorse e dei servizi innovativi alla rete ecologista; che non dobbiamo presentarci come un soggetto italiano portatore di un’esperienza fallimentare, ma piuttosto come soggetto internazionale o europeo, in tal caso vincente (come giustamente viene detto nell’appello – bisognerebbe tuttavia che ci fosse un percorso internazionale reale di integrazione-aggregazione alle spalle). Dobbiamo inoltre attivare nuovi strumenti di partecipazione e decisione democratici ed efficenti, comunicare in maniera efficace il nostro rinnovamento e far nostre le istanze più giustificate di coloro che vedono nella politica solo inefficienza, lotte per l’affermazione di interessi personali, raggiri agli elettori, corruzione, inconcludenza, demeritrocrazia e incompetenza.

    Anche se potenzialmente il nostro elettorato probabilmente supera il 4% (dato che non vi sono differenze tali, con altri paesi europei, da giustificare le differenze percentuali di elettori verdi tra Italia e resto d’Europa) bisogna tener in considerazione l’attuale frammentazione del nostro elettorato che impedirà nell’immediato la costruzione di un partito nazionale capace di presentarsi sulla scena politica italiana alla pari degli altri e di aggregare sufficienti consensi da non essere etichettato come lista civetta estremista. Per cui si dovrebbe forse puntare per il momento, coerentemente con quanto detto fino ad adesso, ad un soggetto embrionale di partito, un coordinamento, una rete, una connessione tra locale ed europeo, tra ecologisti che combattono dentro altre esperienze e partiti, sperando di riuscire nel giro di pochi anni a risucchiarli fuori in maniera indolore (forti di esperienze positive di governo e programmazione politica partecipata), e di essere pronti a diventare partito con l’appoggio di tutto o quasi tutto il mondo ecologista, e quindi con armi sufficienti a cavarcela da soli, senza bisogno di ricorrere a formazioni che annullano la nostra identità.

    Per ora mi astengo dal formulare risposte più concrete, spero che le assemblee in programma servino anche a definie meglio come si vuole fare a rendere operative le belle parole dell’appelo. Soprattutto per quanto riguarda la partecipazione democratica alla vita del partito segnalo che ho diverse idee e che proprio in questo periodo mi sto occupando insieme ad alcuni colleghi ingegneri di sviluppare un nuovo sistema che permetta di facilitare la presa di decisioni condivise. Per informazioni non esitate a contattarmi, sarei felice di fornirvi gratuitamente supporto.

    Nicola Giulietti
    nicolagiulietti@hotmail.it

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    Si parla, si parla, ma la guerra ambientale che in Italia ormai è una disfatta (assenza di controlli, Ministero/Mistero, Deleghe condoni e deroghe che stanno contribuendo ad inquinare gli ultimi sprazzi di BelPaese) resta e conta ogni giorno i nostri morti e feriti, che quotidianamente devono affrontare la malasanità e i problemi derivati dalla cattiva gestione della cosa pubblica.
    Il problema dei partiti verdi (minuscola, obbligatoria) in Italia è stata la loro ottusità, i loro vertici arcaici e senza cervello si sono rifiutati di aprirsi ai tecnici, e hanno continuato a combattere battaglie ideologiche di trent’anni fa, senza usare i nuovi strumenti o le nuove tecnologie, che potrebbero davvero rivoluzionare il nostro Paese!
    Adesso vogliamo ripartire, ma davvero davvero?
    La fase dell’autocritica, della considerazione degli errori commessi, siete sicuri che è finita?
    Io non vedo nuove idee, né possibili traghetti.
    Riformulare tutto e dare la parola davvero alla gente, ma senza dimenticare i tecnici e gli scienziati, che dovono davvero contribuire a riformulare un’ALTERNATIVA politica (indipendente dagli schieramenti del Parlamento attuale, ingiudicabile ed inguardabile!) basata su PROPOSTE OPERATIVE CONCRETE, su un piano strategico nazionale, su una linea direttiva certa e chiara, che sia forte e non tentennante come (avevo scritto COMA!) abbiamo visto negli ultimi vent’anni!
    E accendere le lampadine del cervello, piuttosto di cercare questo o quel partito/parlamentare con cui traghettare a basso costo… La gente si è stufata delle chiacchiere!
    E lasciare la nazione europea più ricca di biodiversità inerme alla mercé dei palazzinari e degli imprenditori, sciupando e avvelenando l’enorme patrimonio naturale, gastronomico e culturale del Paese, è un’errore che resterà pesantissimo sulle spalle dei poLLitici attuali, come un’infamia!

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    dimenticare sinistra e libertà per andare dove?

    un altro partitino del 1% che non passerà mai gli sbarramenti?
    un altro partitino per mantenere a galla i dirigenti?
    un’ alleanza al di fuori del centro sinistra dopo 20 anni dentro?
    un’ allenaza per fare cosa?
    Dove si vuole andare?

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    ho letto al vostra mozione congressuale, sono fortemente in disaccordo con molti punti. Vorreste uccidere i verdi (togliergli il nome e il simbolo) per portarli dove? a fare una costituente ecologista (con chi?) 2 mesi prima delle regionali? ma siete fuori?

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    Care tutte e cari tutti,
    il 19 settembre alle 16 è stata convocata la decisiva manifestazione nazionale a Roma in difesa della libertà di stampa e di informazione, mentre assemblea nazionale di Sinistra e Libertà è stata spostata a domenica 20 settembre, a questo punto proponiamo di vederci a Roma sabato 19 mattina come militanti, esperti, appassionati, amministratori, professionisti, personalità che più si occupano di questioni ambientali.

    L’appuntamento è sabato 19 settembre 2009 dalle 10 alle 13.30 presso la sala del Movimento Per la Sinistra (MPS), in via Goito 39 (portone “CGIL”, quarto piano).

    Discuteremo dell’elaborazione programmatica e delle campagne nazionali emersi nel positivo seminario nazionale del 3 luglio e proposti dai gruppi dirigenti di Sinistra e Libertà (affinché l’Ecologia sia davvero fondante), valuteremo specifiche ulteriori iniziative anche in vista delle prossime elezioni regionali, presenteremo ipotesi di un forum permanente (“ecologico” nei temi e nelle forme), cercheremo modi e strumenti per dire la nostra nelle decisive scadenze internazionali in particolare sul negoziato climatico, daremo un ulteriore contributo alla mobilitazione avviata contro il ritorno al nucleare e per energie rinnovabili diffuse, scambieremo notizie e informazioni su vertenze locali e piani regionali. E chi più ne ha più ne metta.

    Vi aspettiamo

    Roma, 9 settembre 2009

    Fulvia Bandoli Franco Benaglia Valerio Calzolaio Paolo Cento Grazia Francescato Umberto Guidoni Mirko Lombardi Simonetta Lombardo Walter Mancini Gianni Mattioli Roberto Musacchio Massimo Serafini

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    Sono pienamente d’accordo, l’ecologia è una questione troppo importante nella nostra società per soggiacere alle logiche di partito. C’è bisogno di una forza unica e trasversale che riaffermi la centralità dei valori ecologisti, ma occorre agire subito e concretamente!

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