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Referendum? Volpi: “Andiamo al mare!”

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LIVORNO _ Perché andrò al mare il 21 e 22 giugno? Per questi motivi.
I quesiti sono tre. Nessuno dei quesiti “elimina” l’attuale legge elettorale, il cosiddetto “porcellum”. L’eventuale vittoria del referendum non riconsegna agli elettori le preferenze, né limita il numero dei mandati, né impedisce ai condannati di entrare in parlamento.
I promotori del referendum affermano che i partiti minori, essendo indispensabili per governare, pur avendo pochi voti politicamente pesano molto perché hanno un potere di “ricatto”, e rendono il paese “ingovernabile”.
In nome della “governabilità” hanno proposto 2 quesiti identici fra loro per modificare la legge elettorale della camera (primo quesito) e del Senato (secondo quesito).
Con questi 2 quesiti si elimina la possibilità di fare coalizioni e, quindi, il premio di maggioranza viene assegnato SOLO al partito maggioritario.
Detto più chiaramente se ci fosse un partito col 26% dei voti e due partiti con il 25%, quello con il 26% avrebbe il 55% dei seggi e governerebbe da solo.
Poiché è probabile che prima delle elezioni si sappia l’intenzione di voto, se un partito ritiene di avere pochi voti in meno di un altro potrebbe fare un accordo elettorale inserendo nella propria lista, in posizione giusta per essere eletti, alcuni esponenti di altri partiti. A questo punto anche l’altro partito farebbe lo stesso, e così via.
Questo gioco all’inserimento in lista potrebbe portare alla fine che ci siano, invece di coalizioni di liste, delle liste di coalizione con la conseguenza che si tornerebbe alla medesima situazione attuale.
Da quanto detto appare evidente che la “governabilità” non è sicura.
Il quesito a cui siamo chiamati a rispondere, è quindi, il seguente: “Ritieni pericoloso che un partito con il 26% dei voti abbia la maggioranza assoluta del parlamento e governi da solo, oppure preferisci che ci sia una maggiore probabilità che un solo partito governi, senza il ricatto dei partiti minori?”
Noi ecologisti abbiamo sempre risposto che la democrazia debba essere salvaguardata opponendoci al maggioritario sin dal suo sorgere, per cui non abbiamo dubbi che far governare un partito che ha il 26% contro il 74% dei cittadini è molto pericoloso.
Poiché la legge elettorale prevede che il referendum è valido se partecipa il 50% degli aventi diritto, il modo migliore per non far vincere questi quesiti è quello di andare al mare.
Passiamo ora al 3° quesito. Attualmente la legge elettorale prevede circa 26 collegi elettorali sparsi per l’Italia, ed un candidato può essere inserito anche in tutti i collegi elettorali. Tutti i partiti inseriscono i “capi” nella “testa di lista” dei singoli collegi per “attrarre i voti”, poi, gli eletti scelgono un collegio e fanno entrare un altro candidato della propria lista al loro posto negli altri collegi. Con il referendum si chiede di limitare ad 1 solo collegio la possibilità di candidatura di ciascun candidato. L’effetto pratico è molto basso.
La vera democrazia è quella di ripristinare il sistema delle preferenze e limitare il numero di legislature ad una, mandando a casa i regnanti che da decine di anni occupano il Parlamento. Per questi motivi il 21 e 22 giugno andrò, come tanti altri, al mare.

Gabriele Volpi
Consigliere federale nazionale - Federazione dei Verdi

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