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	<title>Commenti a: Per un Nuovo Patto Federativo dei Verdi e degli Ecologisti</title>
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	<description>Un sito artigianale e partecipato</description>
	<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 04:53:00 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Lamberto Bernini</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-627</link>
		<dc:creator>Lamberto Bernini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:21:28 +0000</pubDate>
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		<description>Credo nella buona fede e nell'onestà intellettuale dei firmatari della mozione che ha prevalso al congresso di Fiuggi: pur rispettando S&#38;L credo che la costituente ecologista sia stata la scelta più coerente e ragionevole anche in considerazione alle origini del movimento ambientalista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo nella buona fede e nell&#8217;onestà intellettuale dei firmatari della mozione che ha prevalso al congresso di Fiuggi: pur rispettando S&amp;L credo che la costituente ecologista sia stata la scelta più coerente e ragionevole anche in considerazione alle origini del movimento ambientalista.</p>
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		<title>Di: Venanzino Allegrini</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-582</link>
		<dc:creator>Venanzino Allegrini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 20:06:35 +0000</pubDate>
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		<description>auspico la nascita di un vero movimento ecologista e ambientalista che sappia fare proposte concrete e a creare opinione sui temi ambientali che sono i VERI TEMI di oggi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>auspico la nascita di un vero movimento ecologista e ambientalista che sappia fare proposte concrete e a creare opinione sui temi ambientali che sono i VERI TEMI di oggi&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Biondi Giancarlo - Consigliere Comunale - Gambettola (FC)</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-464</link>
		<dc:creator>Biondi Giancarlo - Consigliere Comunale - Gambettola (FC)</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 15:39:13 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido, l'ecologia politica è l'unica risposta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido, l&#8217;ecologia politica è l&#8217;unica risposta.</p>
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		<title>Di: Antonio Grassetti</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-442</link>
		<dc:creator>Antonio Grassetti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 07:53:36 +0000</pubDate>
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		<description>Aderisco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aderisco.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gabriele Volpi</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-426</link>
		<dc:creator>Gabriele Volpi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:40:26 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo il congresso e' convocato per ottobre.
Troppo tardi per una discussione tempestiva sugli esiti fallimentari di Sinistra e liberta'.
Se lavoreremo a un nuovo soggetto ecologista i primi che dovranno fare un passo indietro sono tutti coloro che hanno ricoperto ruoli di gestione e di parlamentare nei verdi negli ultimi 10 anni. Solo cosi' potra' ripartire qualcosa di nuovo. 
Gabriele</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo il congresso e&#8217; convocato per ottobre.<br />
Troppo tardi per una discussione tempestiva sugli esiti fallimentari di Sinistra e liberta&#8217;.<br />
Se lavoreremo a un nuovo soggetto ecologista i primi che dovranno fare un passo indietro sono tutti coloro che hanno ricoperto ruoli di gestione e di parlamentare nei verdi negli ultimi 10 anni. Solo cosi&#8217; potra&#8217; ripartire qualcosa di nuovo.<br />
Gabriele</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: dino barrera</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-423</link>
		<dc:creator>dino barrera</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 11:33:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.qualcosadiverde.it/?p=684#comment-423</guid>
		<description>Angelo Bonelli, individuando in me, giustamente, il maggior responsabile
della stesura del testo dell'Appello che anche lui ha firmato, pubblicato
tra gli altri, sul sito qualcosadiverde.it, mi ha chiesto una
interpretazione autentica sulla vicenda Congresso dei VERDI.

DA PARTE MIA si intende sostenere in quella sede che il congresso VADA
convocato, ma non dall'attuale coordinamento nazionale, che per serietà dovrebbe
dimettersi subito, BENSI' da un gruppo di garanti indicato dal CN ove
siano ben rappresentati coloro che sostenevano tesi diverse da quelle
sconfitte sul campo 2 volte!
E' un problema di credibilità dell'intero partito e dei suoi militanti verso l'esterno.
Io, e penso noi tutti, siamo per le regole e quindi per un Congresso. Già
dopo l'Arcobaleno nella sede del CN proposi un gruppo di gestione
transitoria composto da Grazia , Marco e Angelo, con la collaborazione
esterna di Monica e Paissan. Non lo trasformai in mozione, ma chi non era
d'accordo erano Grazia E Monica. Gli altri si. Ma fummo turlupinati e
menati per il naso con quel comitato garanti che tutto doveva fare e che
si scoprì che non contava un fico...,.Insomma i burocrati stravolsero le
intenzioni e le indicazioni riportando tutto nella ragioneria con la scusa
delle regole!! Questa volta son certo non succederà così..nooooooooooo!
Basta vedere il comunicato del coordinamento, che è giunto oggidì.
Viene convocato il congresso con i tempi commisurati dal PD, ma sopra
tutto nelle modalità di chi vince la elezioni.....

Già qualche genio della politica va sostenendo, senza pudore, che SeL è
l'avvio del "rassemlement" avviato da chi, senza pudore, ora lo chiama
confidenzialmente Dany.....In somma la palla di neve acui loro i nostri
erano strettamente avvinghiati che sortirà la valanga...

Ma mi facciano il piacere....

Ogni critica non va, ovviamente, alle persone nè agli amici, ma alla linea
disperata e tragica che, in biuna fede han percorso ed indicato al
partito. Che ora vogliano portar se stessi per caparbietà in quein lidi
pazienza, ma che vogliano portare ciò che resta del partito che han
contribuito a distruggere da un ruolo primario, questo è un altro paio di
maniche che questo Coordinamento ignora volutamente.... Speriamo abbiano
sale e libertà nella zucca.
Vorrei che Angelo risponda, se vuole, e così si avvierebbe la discussione
sulle modalità del Congresso e sulle decisioni del Consiglio Nazionale
spostato. Solerte S&#038;L, lenti i Verdi.....Ma!?

Dino Barrera</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Angelo Bonelli, individuando in me, giustamente, il maggior responsabile<br />
della stesura del testo dell&#8217;Appello che anche lui ha firmato, pubblicato<br />
tra gli altri, sul sito qualcosadiverde.it, mi ha chiesto una<br />
interpretazione autentica sulla vicenda Congresso dei VERDI.</p>
<p>DA PARTE MIA si intende sostenere in quella sede che il congresso VADA<br />
convocato, ma non dall&#8217;attuale coordinamento nazionale, che per serietà dovrebbe<br />
dimettersi subito, BENSI&#8217; da un gruppo di garanti indicato dal CN ove<br />
siano ben rappresentati coloro che sostenevano tesi diverse da quelle<br />
sconfitte sul campo 2 volte!<br />
E&#8217; un problema di credibilità dell&#8217;intero partito e dei suoi militanti verso l&#8217;esterno.<br />
Io, e penso noi tutti, siamo per le regole e quindi per un Congresso. Già<br />
dopo l&#8217;Arcobaleno nella sede del CN proposi un gruppo di gestione<br />
transitoria composto da Grazia , Marco e Angelo, con la collaborazione<br />
esterna di Monica e Paissan. Non lo trasformai in mozione, ma chi non era<br />
d&#8217;accordo erano Grazia E Monica. Gli altri si. Ma fummo turlupinati e<br />
menati per il naso con quel comitato garanti che tutto doveva fare e che<br />
si scoprì che non contava un fico&#8230;,.Insomma i burocrati stravolsero le<br />
intenzioni e le indicazioni riportando tutto nella ragioneria con la scusa<br />
delle regole!! Questa volta son certo non succederà così..nooooooooooo!<br />
Basta vedere il comunicato del coordinamento, che è giunto oggidì.<br />
Viene convocato il congresso con i tempi commisurati dal PD, ma sopra<br />
tutto nelle modalità di chi vince la elezioni&#8230;..</p>
<p>Già qualche genio della politica va sostenendo, senza pudore, che SeL è<br />
l&#8217;avvio del &#8220;rassemlement&#8221; avviato da chi, senza pudore, ora lo chiama<br />
confidenzialmente Dany&#8230;..In somma la palla di neve acui loro i nostri<br />
erano strettamente avvinghiati che sortirà la valanga&#8230;</p>
<p>Ma mi facciano il piacere&#8230;.</p>
<p>Ogni critica non va, ovviamente, alle persone nè agli amici, ma alla linea<br />
disperata e tragica che, in biuna fede han percorso ed indicato al<br />
partito. Che ora vogliano portar se stessi per caparbietà in quein lidi<br />
pazienza, ma che vogliano portare ciò che resta del partito che han<br />
contribuito a distruggere da un ruolo primario, questo è un altro paio di<br />
maniche che questo Coordinamento ignora volutamente&#8230;. Speriamo abbiano<br />
sale e libertà nella zucca.<br />
Vorrei che Angelo risponda, se vuole, e così si avvierebbe la discussione<br />
sulle modalità del Congresso e sulle decisioni del Consiglio Nazionale<br />
spostato. Solerte S&#038;L, lenti i Verdi&#8230;..Ma!?</p>
<p>Dino Barrera</p>
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	<item>
		<title>Di: marcello</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-402</link>
		<dc:creator>marcello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 18:46:09 +0000</pubDate>
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		<description>Sostengo l'appello perche' non mi rassegno ad 
UN' EUROPA EUROSCETTICA, UN' ITALIA SENZA LA SINISTRA E I VERDI 

Si rincorrono, da una settimana a questa parte, fiumi di parole che tentano di dare un'analisi credibile rispetto a quanto accaduto con il voto delle europee. Se la campagna elettorale  è stata giocata in un'ottica assolutamente domestica, anche l'analisi sembra più avvicinarsi a una sorta di conta del bottino partitocratico, che ad una vera analisi di un voto di scala continentale, con l'eccezione di Europa Ecologista che da un risultato disastroso dei Verdi alle Presidenziali, andando oltre l'esperienza negativa dei Verdi francesi, ha raggiunto risultati ragguardevoli ed eccezionali, non sciogliendosi in un cartello elettorale di Sinistra tradizionale composto da socialisti, nuclearisti, favorevoli alle grandi opere, disinvolti sulla questione morale e ex-comunisti rivolti con la testa al passato e più attenti a contendersi il primato a Sinistra, con il risultato di non raggiungere il quorum del 4%. I Verdi Nazionali non pervenuti.

Ma andiamo con ordine:

il primo dato da mettere in evidenza sia il crollo di partecipazione alla tornata elettorale, sia a livello europeo che nazionale. La modesta affluenza - 42.94% il dato europeo e il 66.46% il dato italiano - rappresentano il minimo storico dal '79 ad oggi.
 
Si dovrebbe partire da questi dati per un'analisi, anche in chiave nazionale.
 
L'allontanamento da un progetto europeo, ormai divenuto pura burocrazia, si riflette sull'astensione e si traduce in una sonora sconfitta per le vecchie sinistre, socialdemocratici prima di tutto. Ma questa analisi non vale ovunque. Se in Germania l'SPD si dimezza, nei paesi scandinavi, in Spagna, in Grecia, quel socialismo che non ha smarrito la sua vocazione popolare guadagna o mantiene consensi. Viene infatti sconfitta la sinistra della "terza via", quella che, per intenderci, si è resa complice, a livello europeo e nei singoli stati, della rapina di diritti e sicurezza sociale, a tutto vantaggio dei pochi protagonisti della globalizzazione e finanziarizzazione dell'economia.  

Una ricetta che per un breve periodo è stata pagante, ma che, sotto traccia, contribuiva a costruire, senza forse nemmeno rendersene conto, una società di emarginati e precari a vita, pronti a riversare la propria disperazione in favore del populista di turno.  


Da questo punto di vista non sorprende che i partiti populistici sfondino nei ceti popolari. È nelle periferie povere, è sui poveri ormai abbandonati e traditi dalla vecchia sinistra, che sono state scaricate tutte le contraddizioni della globalizzazione: immigrazione, criminalità, disagio, esclusione sociale. È qui che le destre, servitrici come e se non più dei "riformisti", del nuovo ordine globale, che vengono a pescare consensi, agitando il tema della sicurezza e della lotta a quell'immigrazione, provocate proprio dalle loro stesse politiche scellerate di saccheggio del Sud del mondo, di precarizzazione del lavoro e di privatizzazioni dissennate. 

  

Questa è una dinamica ripetibile e confrontabile in tutti i paesi d'Europa, con piccolissime varianti.
 
In Italia questa analisi è quanto mai valida. A differenza di quel che vorrebbe farci credere Franceschini, i risultati per la compagine berlusconiana sono abbastanza buoni. Di certo, il 35% del PDL è molto lontano dai proclami megalomani di Berlusconi (che annunciava per sé il 40/43% dei consensi) ma è un risultato letteralmente enorme se si considerano gli incontri con la minorenne (o forse il ben più grave incontro con il padre della minorenne?), lo scandalo degli aerei di Stato carichi di menestrelli e ballerine per le feste private del Premier, le leggi su misura, lo scandalo Mills, e, soprattutto, l'inconcludenza dell'azione di governo sui problemi di tutti i giorni degli italiani, a partire da un impoverimento generalizzato. 

 La sconfitta vera è a sinistra, con un PD che perde 7 punti, incapace anche di trarre vantaggio dal suo ruolo di opposizione; raddoppia Di Pietro con un 8%, percepito dall'elettorato la vera opposizione, giusto o sbagliato che sia.Rimangono escluse le due liste, quella comunista e quella di Sinistra e Libertà, segno che la crisi a sinistra è lunga e persistente, anche perché alla scarsità di idee e proposte, si aggiunge il fatto che le varie formazioni a sinistra del PD ripresentano gli stessi responsabili del disastro del governo Prodi e dell'Arcobaleno. Sono ancora tutti là, a raccontarci che occorre un impegno per la pace, contro la precarietà, per la scuola pubblica, magari anche per la laicità. 

Spiace dover giocare l'antipatico ruolo di quelli che devono ricordare come tutte queste belle intenzioni siano state tradite da voti parlamentari che hanno raddoppiato il finanziamento pubblico delle scuole private e ridotto quello della scuola pubblica; aumentato le spese militari; affossato i Pacs; privatizzato il TFR e ampliato le forme di contrattualità precaria. Tutto questo vale anche per la Lista Bonino, che raccoglie poco più del 2%; con l'aggiunta che appare davvero poco credibile la loro "lotta alla partitocrazia"; quella stessa partitocrazia con la quale hanno stretto ogni tipo di accordo e compromesso e che consente loro (a differenza di altri gruppi scaricati da Veltroni) di sedere in Parlamento. 

Rientrano in gioco Mastella e De Mita, rispettivamente con il PdL e l'UdC. Complessivamente, quindi, siamo ben lontani dal minimo accenno di terremoto politico, soprattutto se, invece, si considera il voto a livello dei 27 paesi. 

  

Con il voto del 6 e 7 giugno, infatti, gli elettori europei hanno presentato il conto degli errori fatti negli ultimi 10 - 15 anni. E' un conto amaro, che si articola sul non voto e sul voto apparentemente di protesta, con la bella eccezione dei Verdi europei in Francia, Germania, Belgio e Gran Bretagna.

Sul piano politico, gli effetti del voto pongono non poche ipoteche sul destino del progetto europeo. Considerando la composizione del prossimo Parlamento europeo, il progresso delle forze conservatrici renderà più complicato il processo di integrazione europea, a partire dalle necessarie riforme istituzionali. Ma sarà molto più difficile difendere un'idea laica di Europa, in special modo sulle tematiche etiche e sociali. Sull'ambiente si potrà contare sull'importante presenza dei Verdi Europei.

Credo che, oggi come non mai, il progetto europeo rischi di entrare in una fase di crisi senza precedenti: sono urgenti riforme strutturali, semplificazione, maggiore trasparenza. Servono nuove sfide per l'Europa, prima fra tutte, quelle di avere, come cittadini europei, un governo che sia realmente l'espressione della volontà popolare, e non un'emanazione dall'alto, frutto di accordi (più o meno nobili) tra burocrati e potentati, ma veramente sentita e partecipata dai cittadini.

Un saluto da Marcello Allegri Portavoce dei Verdi di Livorno</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sostengo l&#8217;appello perche&#8217; non mi rassegno ad<br />
UN&#8217; EUROPA EUROSCETTICA, UN&#8217; ITALIA SENZA LA SINISTRA E I VERDI </p>
<p>Si rincorrono, da una settimana a questa parte, fiumi di parole che tentano di dare un&#8217;analisi credibile rispetto a quanto accaduto con il voto delle europee. Se la campagna elettorale  è stata giocata in un&#8217;ottica assolutamente domestica, anche l&#8217;analisi sembra più avvicinarsi a una sorta di conta del bottino partitocratico, che ad una vera analisi di un voto di scala continentale, con l&#8217;eccezione di Europa Ecologista che da un risultato disastroso dei Verdi alle Presidenziali, andando oltre l&#8217;esperienza negativa dei Verdi francesi, ha raggiunto risultati ragguardevoli ed eccezionali, non sciogliendosi in un cartello elettorale di Sinistra tradizionale composto da socialisti, nuclearisti, favorevoli alle grandi opere, disinvolti sulla questione morale e ex-comunisti rivolti con la testa al passato e più attenti a contendersi il primato a Sinistra, con il risultato di non raggiungere il quorum del 4%. I Verdi Nazionali non pervenuti.</p>
<p>Ma andiamo con ordine:</p>
<p>il primo dato da mettere in evidenza sia il crollo di partecipazione alla tornata elettorale, sia a livello europeo che nazionale. La modesta affluenza - 42.94% il dato europeo e il 66.46% il dato italiano - rappresentano il minimo storico dal &#8216;79 ad oggi.</p>
<p>Si dovrebbe partire da questi dati per un&#8217;analisi, anche in chiave nazionale.</p>
<p>L&#8217;allontanamento da un progetto europeo, ormai divenuto pura burocrazia, si riflette sull&#8217;astensione e si traduce in una sonora sconfitta per le vecchie sinistre, socialdemocratici prima di tutto. Ma questa analisi non vale ovunque. Se in Germania l&#8217;SPD si dimezza, nei paesi scandinavi, in Spagna, in Grecia, quel socialismo che non ha smarrito la sua vocazione popolare guadagna o mantiene consensi. Viene infatti sconfitta la sinistra della &#8220;terza via&#8221;, quella che, per intenderci, si è resa complice, a livello europeo e nei singoli stati, della rapina di diritti e sicurezza sociale, a tutto vantaggio dei pochi protagonisti della globalizzazione e finanziarizzazione dell&#8217;economia.  </p>
<p>Una ricetta che per un breve periodo è stata pagante, ma che, sotto traccia, contribuiva a costruire, senza forse nemmeno rendersene conto, una società di emarginati e precari a vita, pronti a riversare la propria disperazione in favore del populista di turno.  </p>
<p>Da questo punto di vista non sorprende che i partiti populistici sfondino nei ceti popolari. È nelle periferie povere, è sui poveri ormai abbandonati e traditi dalla vecchia sinistra, che sono state scaricate tutte le contraddizioni della globalizzazione: immigrazione, criminalità, disagio, esclusione sociale. È qui che le destre, servitrici come e se non più dei &#8220;riformisti&#8221;, del nuovo ordine globale, che vengono a pescare consensi, agitando il tema della sicurezza e della lotta a quell&#8217;immigrazione, provocate proprio dalle loro stesse politiche scellerate di saccheggio del Sud del mondo, di precarizzazione del lavoro e di privatizzazioni dissennate. </p>
<p>Questa è una dinamica ripetibile e confrontabile in tutti i paesi d&#8217;Europa, con piccolissime varianti.</p>
<p>In Italia questa analisi è quanto mai valida. A differenza di quel che vorrebbe farci credere Franceschini, i risultati per la compagine berlusconiana sono abbastanza buoni. Di certo, il 35% del PDL è molto lontano dai proclami megalomani di Berlusconi (che annunciava per sé il 40/43% dei consensi) ma è un risultato letteralmente enorme se si considerano gli incontri con la minorenne (o forse il ben più grave incontro con il padre della minorenne?), lo scandalo degli aerei di Stato carichi di menestrelli e ballerine per le feste private del Premier, le leggi su misura, lo scandalo Mills, e, soprattutto, l&#8217;inconcludenza dell&#8217;azione di governo sui problemi di tutti i giorni degli italiani, a partire da un impoverimento generalizzato. </p>
<p> La sconfitta vera è a sinistra, con un PD che perde 7 punti, incapace anche di trarre vantaggio dal suo ruolo di opposizione; raddoppia Di Pietro con un 8%, percepito dall&#8217;elettorato la vera opposizione, giusto o sbagliato che sia.Rimangono escluse le due liste, quella comunista e quella di Sinistra e Libertà, segno che la crisi a sinistra è lunga e persistente, anche perché alla scarsità di idee e proposte, si aggiunge il fatto che le varie formazioni a sinistra del PD ripresentano gli stessi responsabili del disastro del governo Prodi e dell&#8217;Arcobaleno. Sono ancora tutti là, a raccontarci che occorre un impegno per la pace, contro la precarietà, per la scuola pubblica, magari anche per la laicità. </p>
<p>Spiace dover giocare l&#8217;antipatico ruolo di quelli che devono ricordare come tutte queste belle intenzioni siano state tradite da voti parlamentari che hanno raddoppiato il finanziamento pubblico delle scuole private e ridotto quello della scuola pubblica; aumentato le spese militari; affossato i Pacs; privatizzato il TFR e ampliato le forme di contrattualità precaria. Tutto questo vale anche per la Lista Bonino, che raccoglie poco più del 2%; con l&#8217;aggiunta che appare davvero poco credibile la loro &#8220;lotta alla partitocrazia&#8221;; quella stessa partitocrazia con la quale hanno stretto ogni tipo di accordo e compromesso e che consente loro (a differenza di altri gruppi scaricati da Veltroni) di sedere in Parlamento. </p>
<p>Rientrano in gioco Mastella e De Mita, rispettivamente con il PdL e l&#8217;UdC. Complessivamente, quindi, siamo ben lontani dal minimo accenno di terremoto politico, soprattutto se, invece, si considera il voto a livello dei 27 paesi. </p>
<p>Con il voto del 6 e 7 giugno, infatti, gli elettori europei hanno presentato il conto degli errori fatti negli ultimi 10 - 15 anni. E&#8217; un conto amaro, che si articola sul non voto e sul voto apparentemente di protesta, con la bella eccezione dei Verdi europei in Francia, Germania, Belgio e Gran Bretagna.</p>
<p>Sul piano politico, gli effetti del voto pongono non poche ipoteche sul destino del progetto europeo. Considerando la composizione del prossimo Parlamento europeo, il progresso delle forze conservatrici renderà più complicato il processo di integrazione europea, a partire dalle necessarie riforme istituzionali. Ma sarà molto più difficile difendere un&#8217;idea laica di Europa, in special modo sulle tematiche etiche e sociali. Sull&#8217;ambiente si potrà contare sull&#8217;importante presenza dei Verdi Europei.</p>
<p>Credo che, oggi come non mai, il progetto europeo rischi di entrare in una fase di crisi senza precedenti: sono urgenti riforme strutturali, semplificazione, maggiore trasparenza. Servono nuove sfide per l&#8217;Europa, prima fra tutte, quelle di avere, come cittadini europei, un governo che sia realmente l&#8217;espressione della volontà popolare, e non un&#8217;emanazione dall&#8217;alto, frutto di accordi (più o meno nobili) tra burocrati e potentati, ma veramente sentita e partecipata dai cittadini.</p>
<p>Un saluto da Marcello Allegri Portavoce dei Verdi di Livorno</p>
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		<title>Di: Gabriele Volpi</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-399</link>
		<dc:creator>Gabriele Volpi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:48:00 +0000</pubDate>
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		<description>facciamo girare l'appello per raccogliere piu' adesioni possibile</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>facciamo girare l&#8217;appello per raccogliere piu&#8217; adesioni possibile</p>
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		<title>Di: dino barrera</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2009/06/per-un-nuovo-patto-federativo-dei-verdi-e-degli-ecologisti/#comment-398</link>
		<dc:creator>dino barrera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:15:21 +0000</pubDate>
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		<description>non mi pare ci siano tutti gli aderenti ed occorre evitare di apparire la contenta e perenne minoranza. Per questo occorre chiedere un consenso ampio e diffuso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non mi pare ci siano tutti gli aderenti ed occorre evitare di apparire la contenta e perenne minoranza. Per questo occorre chiedere un consenso ampio e diffuso</p>
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