Alleanze: i Verdi ci riprovano
Verdi del Veneto ed elezioni europee ed amministrative
L’esecutivo regionale dei Verdi del Veneto conferma tutte le riserve e le critiche avanzate da tempo sulle modalità con le quali si è giunti alla formazione della lista “Sinistra e Libertà” per le prossime elezioni europee. Non è, per noi, in discussione l’opportunità, nell’attuale quadro normativo e nelle attuali condizioni politiche, di affrontare questa impegnativa scadenza con un’adeguata alleanza elettorale che consenta di superare lo sbarramento del 4% e di affermare, così, posizioni programmatiche, contenuti, soggettività che altrimenti verrebbero fortemente penalizzati e non otterrebbero rappresentanza istituzionale, con il rischio che anche sul piano sociale e civile se ne sconti, di riflesso, una penalizzazione.
E’ per noi sbagliato, invece, il modo in cui si è giunti a questa scelta e la fisionomia politica che essa rischia oggi di assumere. Da un lato, non si è riusciti a cogliere la diffusa domanda di unità e di pluralità che da molte parti si è espressa in questi mesi, chiudendo il confronto sostanzialmente all’interno dei gruppi dirigenti delle forze politiche che hanno poi dato vita alla lista. D’altro lato, nell’ambito della coalizione si è stemperata la centralità della questione ecologica, di fatto appena evocata dalla presenza del piccolo simbolo del sole che ride, del tutto schiacciato dalle parole guida che danno nome alla lista. Con il rischio che, nell’immediato, l’ovvia visibilità che la lista avrà nella campagna dei prossimi mesi penalizzi quella dei Verdi presenti in molte competizioni elettorali amministrative, per noi altrettanto significative e centrali delle europee.
Per il prossimo futuro, inoltre, “Sinistra e Libertà”, nelle dichiarazioni esplicite di molti dei suoi promotori, tende a proporsi come nuovo soggetto, come partito in fieri, di fatto depotenziando la presenza verde e, al più, alludendo a un suo futuro possibile solo dentro quel nuovo partito, con una fagocitazione per noi inaccettabile, che segnerebbe davvero la fine dell’esperienza politica ecologista italiana e non una sua rielaborazione più avanzata in un soggetto nuovo.
Vogliamo evitare questi rischi. Parteciperemo, perciò, al confronto sulla definizione delle liste elettorali – nel rispetto delle mozioni approvate dal Consiglio Federale – e alla prossima campagna elettorale per verificare che tutto questo non accada, chiedendo che, nelle circoscrizioni e nelle regioni siano presenti tavoli di coordinamento e di gestione comune della campagna. Il nostro impegno, leale e franco come sempre, avrà questo esplicito obiettivo, oltre che, naturalmente, di conquistare il maggior numero di consensi ai nostri contenuti globali ed europei e alle liste dei Verdi nelle elezioni amministrative.
In questo senso, confermando che nessun dirigente o amministratore verde del Veneto, si candiderà nella lista “Sinistra e Libertà”, siamo impegnati ad individuare candidature che esprimano l’idea di lista per le Europee, - più larga, più inclusiva, più aperta al confronto con la società civile - che avremmo voluto si realizzasse.
Esecutivo regionale Verdi Veneto
(riunitosi il 24 marzo 2009)
Venezia, 25 marzo 2009



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Sono un iscritto ai Verdi di Roma. Condivido in pieno la vostra analisi e la vostra posizione. Tra l’altro va osservato che, a meno di (auspicati !) cambiamenti, le due liste concorrenti (che ricordano purtroppo i famosi “polli di Renzo”) al momento del 3.5 % (PRC-PDCI) e del 3 % (Sinistra e Libertà). Secondo voi un comune elettore di sinistra, che desidera che il suo voto conti qualcosa, cosa farà al momento del voto ? Sceglierà fra due liste, di cui non comprende le ragioni che le distinguono, destinate a perdere entrambe, o preferirà mettere al sicuro il suo voto scegliendo Di Pietro ?
Ci voleva una sola lista che non rappresentasse l’embrione di nessun futuro partito, con i contraenti in pari dignità, aperto alla società civile e con pochi chiari e comuni punti qualificanti.
Che ne pensate ? Un caro saluto. Massimo Di Bartolomeo
Chiedo scusa, correggo il mio commento che mancava di alcune parole.
Sono un iscritto ai Verdi di Roma. Condivido in pieno la vostra analisi e la vostra posizione. Tra l’altro va osservato che, a meno di (auspicati !) cambiamenti, le due liste concorrenti (che ricordano purtroppo i famosi “polli di Renzo”) al momento sono accreditate dai sondaggi del 3.5 % (PRC-PDCI) e del 3 % (Sinistra e Libertà). Secondo voi un comune elettore di sinistra, che desidera che il suo voto conti qualcosa, cosa farà al momento del voto ? Sceglierà fra due liste, di cui non comprende le ragioni che le distinguono, destinate a perdere entrambe, o preferirà mettere al sicuro il suo voto scegliendo Di Pietro ?
Ci voleva una sola lista che non rappresentasse l’embrione di nessun futuro partito, con i contraenti in pari dignità, aperto alla società civile e con pochi chiari e comuni punti qualificanti.
Che ne pensate ? Un caro saluto. Massimo Di Bartolomeo