La mozione che ha avuto il 20% dei consensi e quella che è stata approvata
Il Consiglio Federale Nazionale dei Verdi
Riunito a Roma nelle giornate del 7 e 8 Febbraio 2009
A FRONTE
- della drammatica crisi economica, ambientale e sociale in atto che in Italia si intreccia con una pericolosa e gravissima emergenza democratica ed istituzionale
- della necessità di uscire dalla crisi attraverso proposte concrete e sostenibili che prefigurino un nuovo e diverso modello economico e sociale in grado di garantire i diritti fondamentali a tutti e gli equilibri ecologici del pianeta
- della necessità e della possibilità di rilanciare anche in Italia una forza politica ecologista autonoma, in grado di rappresentare la speranza di cambiamento riconquistando ed allargando il consenso in una mobilitazione di tutti gli ecologisti oggi divisi
CONSIDERATO
- che noi Verdi siamo l’unico vero partito europeo e che già nel 2004 ci presentammo con un unico programma ed un’unica campagna elettorale europea
- che presentarci senza il nostro simbolo sarebbe un grave errore anche in considerazione della coincidenza delle elezioni europee con quelle amministrative
Ritiene necessario che i Verdi italiani si presentino alle prossime elezioni europee in maniera autonoma, con il proprio simbolo, in un progetto europeo che veda liste di candidati scelti con criteri di democrazia, partecipazione, federalismo, apertura a esperienze e persone delle realtà eco-pacifiste e dei diritti.
Diolaiti, Fiorenzani, Di Bitonto, Di Gioia, Galletti, Finocchiaro, Berlenghi, Daffini, Naldini, Volpi.
Il Consiglio Federale Nazionale dei Verdi, riunito a Roma il 7 e 8 febbraio 2009, sentita la relazione sulle Elezioni Europee della Portavoce Nazionale Grazia Francescato, la approva.
I Verdi giudicano la decisione del Partito Democratico di promuovere ed approvare uno sbarramento elettorale del 4% un fatto grave – sia perché lede il principio della rappresentanza democratica al Parlamento Europeo, con una modifica della legge elettorale fatta a tre mesi dalla presentazione delle liste – sia perché ostacola politicamente la possibilità di ricostruire e rilanciare un nuovo centrosinistra a livello locale e nazionale, capace di creare un’alternativa credibile e reale al governo Berlusconi.
Proprio per questo i Verdi lavorano, in alternativa a questo progetto distruttivo ed escludente, a costruire un nuovo centrosinistra partecipato e paritario che raccolga le energie migliori e le speranze di cambiamento dell’elettorato.
In vista delle elezioni Europee i Verdi, per rispondere anche a questa grande esigenza di difesa democratica, propongono di costruire un’alleanza per la presentazione di una lista che a partire da una presenza visibile del simbolo dei Verdi, raccolga le forze del mondo laico, ecologista, di sinistra, riformista, delle realtà civiche, associative e di movimento.
Nell’ambito di questa lista i Verdi sono impegnati a portare in Europa i contenuti della riconversione ecologica della società e dell’economia, delle battaglie per i diritti civili e sociali, per l’affermazione della laicità nelle istituzioni e nella società, e ne affidano il percorso al Portavoce e al Coordinamento. Il Consiglio federale dovrà essere informato e coinvolto sugli sviluppi del percorso.
Lomelo, Roggiolani, De Petris, Lion, Mastrorillo, Albanesi, D’Alessio, Zammataro, Fiorani, Alemanno, Boncompagni, Coccia, Troia, Ragosta, Maranzano, Del Regno, Scotti, Caporale, Massai, Licastro, Pozzato, Ciaccia, Canistro, Zorani, Crisci, Pantano, Carraro, Zerega, Autelitano, Puglisi, Galati, Lorito, seguono altre firme
La prima mozione ha avuto 17 voti, l’ultima mozione ne ha avuti 65, gli astenuti sono stati 4.



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La proposta che ha fatto Marino e’ stata quella della maggioranza: andare alle europee con un cartello ampio (con Radicali, Socialisti, SD, Vendoliani, Belliniani). A mio avviso la proposta e’ stata fatta non per convinzione, ma per superare le critiche di tanti che non volevano lo scioglimento dei Verdi nella ipotizzata formazione “La Sinistra” con SD e Vendola.
Tullio Berlenghi, Barbara Diolaiti, Massimiliano Di Gioia, Annamaria Procacci, Caterina Di Bitonto e Antonio Fiorenzani hanno fatto interventi molto efficaci.
Nel mio intervento al CFN ho chiesto una riflessione sull’occasione di andare da soli e di dare visibilita’ alle nostre campagne.
Ho apprezzato l’intervento di Natale Ripamonti, portavoce della Lombardia, che ha chiesto di andare da soli sposando nella sostanza la mozione “ecologista”.
Da segnalare infine l’accoglimento della proposta di verificare la cancellazione della norma transitoria al prossimo CFN, quella che toglie la rappresentanza nell’assemblea nazionale alle province con meno di 100 iscritti.
Gabriele Volpi - Capogruppo Verdi nel Consiglio Comunale di Livorno - http://www.verdilivorno.it
La situazione è molto chiara. In una battuta potremmo dire: “al CFN ci sono pochi Verdi”. Cioè, la maggioranza del CFN non crede ai Verdi e non crede nel rilancio di un progetto ecologista dei Verdi. La nostra posizione ha fatto emergere con chiarezza questo elemento. E l’ambiguità (solo apparente) della mozione della maggioranza è stata ben smascherata da Ripamonti. “rendere visibile il simbolo in una ampia alleanza” è veramente risibile come coniugare “la diversità dei Verdi nella Sinistra del terzo millennio”. Loro sono maggioranza e non sono in grado di proporre lo scioglimento dei Verdi che è esattamente quello che vogliono. A tempo debito, vedrete, quando la sinistra del terzo millennio con dentro la diversità dei verdi sfiorerà il 4% (o raggiungerà la doppia cifra del 10% perchè si rosicchieranno tutti i voti del povero Veltroni!). Oppure prenderà il 2% e ci diranno che era meglio andare da soli, ma stavolta non potranno dire: “be’, abbiamo deciso tutti insieme di andare con la Sinistra”. No, stavolta proprio no. Il 20 % crede veramente nei Verdi e nel rilancio del soggetto ecologista perchè facciamo i verdi dentro e fuori del CFN, quotidianamente. Diamo voce alla comunità ecologista del nostro paese che è per fortuna molto più grande del consiglio nazionale. Forza, combattiamo e riprendiamoci lo spazio, OVUNQUE.
ENTUSIASMO, BELLA GENTE…ECOLOGISTA
Massimiliano Di Gioia - consigliere nazionale, esecutivo roma
caro massimiliano,il problema è proprio come dici, che nei verdi (specie romani)i verdi non ci sono quasi più, e sopratutto non c’è più quella carica innovativa che ci faceva diversi dagli altri,l’autonomia (e l’orgoglio) che avevamo (almeno quelli che 25 anni fà li hanno fondati).
Non preoccuparti, manca poco:il tempo di vedere che bel capolavoro otterranno alle europee e far finire il finanziamento publico residuo a Roma e poi chi scambia i verdi per un assicurazione a vita, finisce il percorso.Se può interessarti in Piemonte i Verdi non ci sono più,tranne qualche gruppetto isolato in qualche piccolo comune e qualche iscritto che non sa come comportarsi,non c’è più neppure la sede.Un pò alla volta ce ne siamo andati tutti,gli ultimi i consiglieri regionali e quello comunale di Torino.Bisogna pensare a come farli rinascere quando questa pena si concluderà (se ne avremo ancora l’energia).