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Quello che avrei voluto dire al Consiglio Federale del 14 dicembre

Quello che avrei voluto dire al Consiglio Federale del 14 dicembre bigimage

Era il mio compleanno e come molti di voi che hanno a cuore l’ambiente e la politica dei Verdi ho passato la giornata a Roma a festeggiare con tanti amici.
Ho apprezzato il dibattito e l’appello di Grazia Francescato all’ascolto.
In questo Consiglio federale nazionale si è respirato un clima un po’ diverso. Non che ci sia stata concordia tra le due anime dei Verdi: quella che ha eletto Grazia Francescato e quella che voleva un rinnovamento più profondo dei vertici del partito. Ma un passo avanti c’e’ stato.

Le impressioni
La discussione e’ stata articolata, con qualche momento anche di tensione, ma molto costruttiva. Le critiche e gli attacchi personali stanno lasciando spazio alla riflessione sul bene dei Verdi e sul loro futuro.

L’analisi
Dopo la sconfitta dell’Arcobaleno e la delusione per quanto e’ successo e per come e’ avvenuto, i Verdi sono stati attraversati da una crisi di cui si sentono ancora ora gli effetti. Ci sono stati momenti molto duri con una parte del partito, me compreso, che ha accusato l’ex-dirigenza di non avere ne’ ascoltato, ne’ valorizzato la base del partito.

Cosa si sente
La sensazione che ho registrato subito dopo le elezioni politiche 2008 era quella di una discussione tra persone che in parte si sentivano orfane e non sapevano come cucinare la politica giorno dopo giorno e persone che sfogavano la propria rabbia per venti anni di militanza e credibilità messi a rischio.

Come la penso
Non ho condiviso la partecipazione alla manifestazione del PD del 25 ottobre. Che c’entriamo noi con quel partito che sostiene la TAV, il carbone, i rigassificatori, ecc.?

Come la pensano
Quasi tutti si sono detti favorevoli a presentare i Verdi da soli alle prossime elezioni europee. Mi sembra che stiamo sulla strada giusta.

Il simbolo
Resta da vedere quale sarà il simbolo e quali saranno i candidati. Personalmente credo che si debba proseguire con il rinnovamento e quindi opterei per un nuovo simbolo (perché non il simbolo Solare? Si,grazie!) e un nuovo metodo di scelta dei candidati che parta dalla base, almeno dalle assemblee regionali. Sarebbe auspicabile che i Verdi candidassero volti nuovi per confermare la scelta quasi unanime di voltare pagina.

La cesura con passato è un passaggio obbligatorio perché i Verdi hanno bisogno di confermare la loro immagine pulita e la loro credibilità, quella di persone che lavorano per un nuovo modello di sviluppo.

Il ruolo dei Verdi e le maggioranze
Personalmente non credo che la politica dei Verdi debba essere caratterizzata da dogmi. L’esperienza di Genova conferma che i Verdi non devono per forza governare. Se lo fanno, ma non sono messi in grado di attuare un modello di sviluppo sostenibile, è meglio stare all’opposizione orientando le buone pratiche e tentando di bloccare quelle insostenibili.

I risultati arrivano anche con una buona opposizione
A Livorno non abbiamo votato il Piano regolatore nel 1999 e siamo usciti nel 2003 dalla maggioranza. Da allora siamo stati sempre all’opposizione e abbiamo ottenuto con continue denunce la modifica del regolamento edilizio che consentiva di moltiplicare le speculazioni. Abbiamo fatto approvare due buoni regolamenti per la tutela degli animali e del verde, abbiamo bloccato alcune grosse speculazioni immobiliari, abbiamo promosso la raccolta porta a porta che è stata poi realizzata e sarà allargata a tutta la città, abbiamo promosso ed ottenuti notevoli risultati sulla moralizzazione della spesa pubblica e delle società partecipate, abbiamo incalzato contro la privatizzazione dell’acqua fino a convincere la Giunta alla ripubblicizzazione, abbiamo ottenuto finanziamenti per 1 milione di euro per le piste ciclabili.

La magistratura
Un altro dogma a cui non credo è quello relativo al ricorso alla magistratura. Non abbiamo avuto remore a fare ricorsi al Tar e poi al Consiglio di Stato pur di fare valere le nostre ragioni.
L’abbiamo fatto, lo rifaremo, e ne siamo fieri. E’ una dimostrazione di coerenza.

E per il futuro?
La ricetta è chiara: deve essere centrale l’autonomia degli ecologisti. Mai lasciare spazi a subalternità, ne va proprio della nostra credibilità.

Proposte operative
Abbiamo lavorato e presto lo metteremo a disposizione di tutti un pacchetto di strumenti:
1) un sistema per gestire un sito internet con pochi click per far sì che ogni federazione o associazione possa avere la propria vetrina sul web;
2) un’iniziativa dell’università ecologista da fare girare e promuovere in tutte le realtà per promuovere i Verdi.

Chiediamo al Coordinamento nazionale che metta a disposizione di tutti gli eletti campagne e mozioni tipo sulla scuola, sull’energia rinnovabile, sull’acqua pubblica, sul superamento della crisi con la green economy, sullo stop al cemento, sull’impronta ecologica, ecc.

Chiediamo che sia mantenuta la promessa di realizzare una campagna con manifesti e volantini sulla scuola e un’altra sulle energie rinnovabili in chiave di antinucleare.

A mio avviso in ogni provincia ci dovrebbe essere una sede animata da varie attività (gruppo di acquisto solidale, finanza etica, associazioni, sportelli d’informazione sulle energie rinnovabili, corsi di formazione, seminari di approfondimento per eletti e nominati.

Notizie Verdi?
Vorrei conoscere il progetto per il rilancio di Notizie Verdi. Spero che sia legato ad un nuovo portale dei Verdi con la possibilità di commentare informazioni e articoli.

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