La linea della componente ecologista e riformista
Care/i,
nel cogliere positivamente il dibattito iniziato nel consiglio federale nazionale del 14 dicembre scorso in merito alla prospettiva politica del partito, anticipiamo in sintesi la linea della componente ecologista e riformista in continuità con la proposta congressuale del luglio scorso.
Riteniamo errate le posizioni politiche precostituite di chi crede che la Federazione dei Verdi possa in questo contesto politico essere un soggetto ancora capace di autodeterminarsi identitariamente come protagonista necessario al dibattito politico e soggetto risolutore delle problematiche ambientali e non in atto nel nostro Paese.
D’altro canto, le posizioni che rivendicano una diversità rispetto alla costituenda Sinistra sono del tutto legittime nel momento in cui i Verdi si muovono in quell’ambito come forza politica residuale al dibattito e soggetta alle discussioni sull’identità comunista.
Le proposte, in antitesi tra loro, vedono nelle loro articolazioni le stesse criticità inerenti le modalità di proposizione sulla scena politica italiana della questione ecologica e non del partito ecologista.
A nostro avviso, la questione ecologica oggi rientra in un più vasto ventaglio di opzioni politiche che devono aprire ad una prospettiva di società alternativa a quella sviluppista in corso e che sia in grado di farsi interprete dei nuovi bisogni e garante dei beni comuni.
Per offrire una prospettiva politica a queste esigenze ed un nuovo modello di società post-crisi, basata sul binomio ecologia-economia, c’è bisogno di ampliare il soggetto ecologista in Italia, data la immutabilità della crisi dei Verdi, attraverso una Costituente Ecologista che raccolga il meglio delle esperienze di attivismo e di amministrazione pubblica fatta dai Verdi e apra a tutte le realtà che perseguono il nostro stesso modello di società.
Una costituente che parta nell’immediato; di cui i Verdi siano gli effettivi promotori e di cui altri soggetti quali imprenditori, agricoltori, associazioni ecologiste e personalità riconoscibili della cultura ecologista siano interlocutori veri e paritetici.
I Verdi devono cogliere l’opportunità della Conferenza Programmatica di febbraio per porre le basi di un nuovo, vero e partecipato soggetto politico che guardi al futuro e non si limiti ai calcoli delle scadenze elettorali immediate e non.
Michele Ragosta
Mario Visone
Giovanni Sessa
Maria Cristin
Gianluca Festa
Marina Di Zenzo
Clorinda Sonderegger



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