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Intervento Massimiliano Di Gioia al Consiglio Federale del 14 dicembre

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Credibilità
Volevo partire dal Tevere e dalle alluvioni di questi giorni per ritornare poi al fiume in una sorta di “discorso circolare”. Su questi disastri ambientali soltanto un pazzo può pensare che siano colpa del cambiamento climatico. L’ironia serve per spiegare che come se non bastasse a Roma è stato approvato un piano regolatore di 70 milioni di metri cubi di cemento con il consenso dei Verdi. Fulco Pratesi ricorda oggi sul corsera che la tutela delle aree verdi nelle previsioni urbanistiche serve proprio ad evitare catastrofi del genere. La crescente cementificazione nonché il costante consumo di territorio non potevano essere avallate anche da noi. Dunque come Verdi governando la capitale per 15 anni non siamo stati credibili. Come non lo siamo stati in molte parti d’Italia a cominciare dalla Campania sulla questione dei rifiuti. Ancora siamo presenti nelle giunte campane e dunque non siamo credibili. Con forza chiedo di uscire da tutte le giunte campane: regione, comune e provincia di Napoli.

Salto culturale
Dunque dobbiamo acquisire credibilità e come diceva Ripamonti dobbiamo cambiar pelle dando un segnale di discontinuità con il passato operando un salto culturale nella nostra visione politica. Federico Rampini, nel suo ultimo libro “Centomila punture di spillo” ci ricorda che ogni nazione evoluta si è data una propria missione nel mondo globale. Il nostro paese no. E’ arrivato il momento di dare a questo paese una missione nel mondo globale, una missione che faccia diventare l’Italia ad esempio sul Solare il paese più avanzato. Che siano i Verdi a guidare tale rivoluzione realizzando un salto culturale importante: sfruttare la globalizzazione e non subirla e dunque far comprendere, a tutti, la decrescita attraverso la qualità della “crescita verde” e saper cogliere, pur nel panorama tragico della crisi globale, i segnali di cambiamento in atto. Obama è segno di cambiamento importante, sta a noi saper cogliere questa occasione.
Iniziative

Siccome i temi “verdi” sono al centro dell’agenda politica del mondo noi abbiamo delle grandi potenzialità. Dobbiamo fare iniziative politiche. Ne vedo due principalmente a livello nazionale: una sulla crisi e sull’economia verde per uscirne - tanto per capirci lanciare anche un nuovo linguaggio nonché una nuova filosofia come il Green New Deal. La seconda sul Futuro Ecologico dell’Europa la ECOEUROPA da “importare” in molteplici iniziative locali dall’ECOEUROPA all’ECOPOLIS. Tutto questo per contrastare gli assalti alla biodiversità, alla non vivibilità delle nostre città e del nostro territorio.
Scelte politiche chiare

Per fare tutto questo è ovvio che servono scelte politiche chiare. La mia proposta è che i Verdi vadano avanti in autonomia e non siano subalterni a nessuna altra forza politica. Che si sciolga il dubbio in maniera definitiva: con la sinistra radicale non abbiamo nulla a che fare. Dialogo politico con tutti ma mantenendo la nostra indipendenza. E’ chiaro che per essere protagonisti dobbiamo recuperare credibilità operando una forte discontinuità con il passato. Recuperando persone e forze importanti. Ci vogliono Coraggio e Passione, abbiamo le potenzialità per diventare noi “un fiume in piena”. A volte in politica è necessario lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Così se alle Europee ci fosse lo sbarramento noi dovremmo andare da soli perché conta il progetto ecologista (guidato da noi). Quel progetto che serve al futuro dei Verdi ed al futuro del Paese.

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