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Consiglio Federale Nazionale del 14 dicembre

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Questo report vuole unicamente cercare di dare un servizio a chi non ha potuto essere presente. Chiediamo agli intervenuti che non si ritengono rappresentati da quanto riportato di inviarci le modifiche per le dovute correzioni.
La redazione di www.qualcosadiverde.it


Il CFN è iniziato con la relazione di Grazia Francescato che ha riferito della situazione critica con l’Italia fanalino di coda nelle politiche ambientali. La cancellazione degli incentivi del 55% è stata un colpo all’economia degli installatori. Ricorda lo sfascio del PD e il tentativo di Di Pietro a essere il leader dell’opposizione, soprattutto investendo molto nella campagna elettorale in Abruzzo. Il cantiere della Sinistra è interessante, Grazia ha partecipato all’assemblea di sabato 13 dicembre a Roma senza prendere la parola. Non c’è bisogno di una riedizione della sinistra arcobaleno. Ci sono le elezioni della Sardegna alle porte (consegna lista a metà gennaio). I Verdi hanno vinto perché i nostri temi sono in cima alla lista delle politiche degli altri partiti. Il problema è anche delle associazioni ambientaliste che vedono un calo delle adesioni. La sfida è di trovare una strategia di azioni e un ruolo che ci renda utili al paese. Sulla situazione interna ricorda che ancora si spende molta energia per le risse interne. La situazione dell’elettorato è desolante: non c’è voglia di andare a votare e il porta a porta vero è l’unica soluzione. In Sardegna Soru è caduto sui temi della tutela del territorio e della gestione delle aree protette. Lion, che stava lavorando a ricomporre la federazione sarda, riferirà. Sulle europee ricorda che non c’è stato alcun accordo con il PD, ritiene che Frassoni dovrà essere in pole position e ha fatto un ottimo lavoro portando l’Europa al confronto stretto con Berlusconi. La legge elettorale potrebbe essere cambiata anche all’ultimo momento. Occorre decidere come partito entro fine gennaio la posizione al prossimo CFN. Tutti si devono candidare e firmare la fideiussione per garantire la campagna per le europee. Sulle casse dei Verdi è in corso una verifica affinché tutti contribuiscano. La prima scadenza è la conferenza programmatica nazionale.

Monica Frassoni ha parlato di quello che succede in Europa. Ci sono varie direttive legate alla questione energia e quindi ambiente. Dato la situazione quello che si è ottenuto è importante: raggiungere il 20% di rinnovabili entro il 2020. Berlusconi ha perso, la clausola di revisione non è determinante. Sulle automobili al 2020 devono arrivare a 90 (oggi sono a 160) rispetto alle emissioni. Sul dopo Kyoto c’è un’ipotesi di aumentare le riduzioni dal 20 al 30% delle emissioni. C’e’ invece un’ipotesi di esenzione dall’accordo per evitare la delocalizzazione e su questo Berlusconi ha vinto ma ha fatto perdere lo Stato italiano dando quote gratis ad alcune aziende.
Nei prossimi mesi, oltre ad un vademecum che sarà distribuito, Frassoni dà la disponibilità per iniziative anche con gli imprenditori. L’idea è di cercare di arginare le comunicazioni errate uscite in questi mesi sui media. Sulla questione rifiuti il CIP6 è appoggiato dalla direzione e non è per niente semplice bloccarlo. Frassoni sta lavorando all’idea di un dossier sulle mega discariche campane. Sulla questione rom in parlamento europeo si sta lavorando così come sul tema della confisca dei beni della mafia e della criminalità. Sulle campagne elettorali è importante fare sinergia tra le varie campagne. La data delle elezioni è il 6-7 giugno ed è quasi scontata la contemporaneità con le amministrative.
Maria Boncompagni, responsabile delle campagne dei Verdi, ha ricordato che la manifestazione del 16 settembre sulla scuola. A Roma sono state organizzate varie manifestazioni: sul clima, contro la brevettabilità degli organismi viventi, per le rinnovabili. I Verdi hanno partecipato in modo organizzato anche alle manifestazioni nazionali della sinistra, del PD e degli studenti. E’ stata rimandata una manifestazione sull’acqua.

Titti Zerega di Genova è intervenuta come ex assessore al Comune. La giunta di Genova è ormai in pugno al partito del cemento. Tutti gli altri partiti erano appiattiti sulla politica della cementificazione. I Verdi hanno cercato di fare riflettere. Infine è arrivata la decisione sullo sdoppiamento dell’autostrada. Non è stata permessa l’opzione zero nel dibattito pubblico e la partecipazione era finta. I Verdi sono usciti dalla maggioranza. Da allora qualche apertura in più c’è stata, ma il dibattito pubblico governato e finto continua.

Per Marco Boato il dibattito si svolge in una specie di vuoto pneumatico. In Trentino Alto Adige c’e’ stato un rilancio. La cosa peggiore è sparire alle prossime amministrative. Ricorda che occorre un nuovo inizio. Afferma che ormai il simbolo dei Verdi ha un’immagine negativa e che in Trentino il simbolo è molto diverso, mentre in Alto Adige è la colomba. Non ha condiviso la scelta di essere presenti alle manifestazioni della sinistra (11 ottobre) e del PD (25 ottobre). Già tre quarti dei verdi ha votato alle politiche per il PD per l’ambiguità e scarsa autonomia dei Verdi. Non condivide la presenza dei Verdi all’assemblea della sinistra. Chiede un cambio di linea politica lasciando alle spalle la subaltenità e mettendosi sulla strada autonoma e plurale.

Maria Grazia Campus ha letto un documento della federazione Iglesiente Sulcis che criticava la solidarietà espressa da Grazia Francescato nei confronti dell’ex governatore. Soru ha sostento in pieno il ricorso al carbone e quello del Sulcis contro Kyoto. Non ha sostenuto i parchi nonostante il consenso degli enti locali. Non ha voluto le primarie. Per l’organizzazione dei Verdi è stato ridottissimo il preavviso per l’assemblea regionale che ha visto l’indicazione del commissario.
Marco Lion ha relazionato sulla Sardegna. Pecoraro ha nominato Pinna come segretario regionale. Pinna si è scontrato con Soru sulle questioni del parco. Il coordinamento autoproclamatosi decide di fare un percorso autonomo. E’ stata inviata una lettera a tutti gli iscritti e in quell’occasione è stato chiesto a ogni provincia di indicare una persona per seguire la situazione. Il Sulcis ha la sua struttura. Cagliari e Nuoro sono state sciolte perché i portavoce sono andati in un altra lista.

Natale Ripamonti si è detto poco convinto che i risultati europei siano veramente positivi. L’accordo mette in discussione il principio di chi inquina paga. Il cantiere della sinistra contiene aspetti interessanti, ma i Verdi non ci possono entrare. I Verdi sono una forza moderna ecologista che può collaborare con la Sinistra. Il progetto di quel cantiere è di un nuovo soggetto politico. Sulla crisi economica propone di uscirne favorendo le politiche ambientali. L’ecologismo può favorire un processo di sviluppo per uscire dalla crisi. Sulla decrescita occorrerà fare una riflessione successivamente.

Fabio Roggiolani condivide gran parte della posizione di Marco Boato. Legge il suo intervento all’assemblea della sinistra. Afferma che quella era un’assemblea molto partecipata e che non possiamo stare nel ruolo dei Verdi per sempre. Si deve fare politica e tessere relazioni con tutti per permeare di ecologismo ogni iniziativa politica e per bloccare le grandi opere disastrose. Non condivide le critiche di Boato alla manifestazione della sinistra perché non si spiega le ragioni per cui si può concedere autonomia nella scelta del simbolo o del nome al Trentino e non all’Abruzzo. Qualche perplessità sull’iniziativa organizzata per gli stati generali degli ambientalisti, di cui l’esecutivo non era mai stato informato. Cosa fare per le europee? È per fare l’accordo con la sinistra prendendo ad esempio Cohen Bendit, che in Francia lavora a un progetto che punta all’11 per cento.

Tullio Berlenghi ha chiesto che venga elaborata una strategia per i Verdi e per una politica che sia meno alchimie e più partecipazione. Non si entusiasma con l’assemblea della sinistra. Meglio cercare di scegliere posizioni chiare e coerenti sulla politica locale dei rifiuti e della mobilità. C’è stata una manifestazione dei comitati che si oppongono al modello di sviluppo. E’ bene che i nostri eletti decidano in base alle indicazioni della base e delle vertenze territoriali. La posizione nel Lazio era stata indicata con un forum, ma poi alcuni eletti hanno fatto qualcosa di diametralmente opposto.

Angelo Bonelli ringrazia Grazia Francescato per l’impegno. Si chiede se i Verdi debbano esistere o meno in futuro. Bonelli crede che l’organizzazione dei Verdi deve restare perché c’è uno spazio politico. Con la sinistra è bene mantenere buoni rapporti, ma i Verdi sono un’altra cosa. C’è uno spazio, ma in questi anni i Verdi hanno fatto un errore collocandosi dentro la sinistra radicale. Così molti consensi sono stati persi. La prospettiva è posizionare i Verdi fuori dalla sinistra e recuperare i rapporti con il sapere ecologista sia scientifico sia culturale. Propone di cambiare il simbolo con quello “Solare? Sì, grazie”. Propone una linea politica chiara e non un barcamenarsi in funzione dei risultati come degli opportunisti.

Pinuccia Montanari ricorda che è importante cercare di recuperare un clima interno di ascolto. Lamenta una situazione grave delle politiche ambientali e propone di costruire un’iniziativa con i Verdi europei. Le facilitazione alle imprese ottenute da Berlusconi sono state apprezzate anche da esponenti del PD.
La nuova centrale eolica in Albania consentirà a Berlusconi di dichiarare una quota fittizia. Propone di fare iniziative con amministratori su acqua e privatizzazione confermando che i Verdi europei possono essere veramente fondamentali. Condivide Bonelli e prospetta una ricostruzione.

Paolo Pantano, dei Verdi della Sicilia, propone una politica più coerente e più attenta al sistema economico. Articola una serie di indicazioni per questo fine. Le banche e il mercato finanziario dovrebbero essere messi sotto controllo. Anche i megacentri commerciali sono una minaccia e sono un centro di riciclaggio dei capitali mafiosi e affaristici

Alfredo Vigarani denuncia che la situazione è grave. I Verdi non sono ben visti dall’opinione pubblica. La realtà vede un governo Berlusconi che sta minando la sostenibilità ambientale. Sono state demolite tutta una serie di provvedimenti ambientali: privatizzazione gestione acqua, reinserimento cip6, annullamento 55%, azzeramento certificazione energetica edifici, stravolgimento legge sul conto energia. Propone di essere presenti in tutte le sedi di discussione.

Dino Di Palma rileva che il risultato del Trentino in una situazione di difficoltà. Apprezza il lavoro di Grazia ricordando che nei territori la situazione è molto critica. Sottolinea che si sta tentando una gestione unitaria del partito. Sul futuro non si può rinviare la decisione. Dobbiamo dare indicazioni chiare alle federazioni e la soluzione che abbiamo davanti è di presentare la lista dei Verdi alle europee. Propone di candidare tutti quelli che hanno avuto cariche nei Verdi, si chiede dove siano tanti ex-parlamentari.

Tommaso Pellegrino ricorda che c’è un grande disorientamento. Propone una decisione rapida sulle europee. Condivide che sulla questione morale siamo stati coinvolti con la nostra presenza nelle giunte. I Verdi venivano votati perché erano il simbolo della coerenza. Propone una campagna per recuperare le simpatie. Ricorda il trasversalismo dei verdi tedeschi che hanno come principali antagonisti la sinistra. Lamenta una campagna giornalistica contro i Verdi basata sul nulla e con nessuno che esprimeva solidarietà mentre i Verdi sono sempre solidali con i politici sotto accusa.

Barbara Diolaiti chiede di fare con calma. La coerenza e la credibilità si recupera con il tempo. Abbiamo avuto tanti spazi sui media con l’ex gestione ma non è servito ad aumentare i consensi. Dobbiamo andare piano e recuperare un livello di collegialità. Dobbiamo ancora riorganizzarci. Una prima regola è evitare le critiche pubbliche tra noi. I nostri valori e le nostre campagne hanno grandi possibilità. Ricorda che ora c’è furia, mentre fu negata la richiesta di un anticipo dell’assemblea per decidere. Propone di fare le liste con i territori e non come propone Di Palma candidando tutti gli ex. Dobbiamo risolvere i nostri problemi. Apprezza la proposta di andare come Verdi alle europee e crede che non ci sia spazio per una forza di sinistra. Critica la presenza dei rappresentanti dei Verdi all’assemblea della sinistra. I Verdi non si sciolgono. Presenta una mozione che ricorda percorso congressuale e assemblea entro fine febbraio e invita la rappresentanza dei Verdi a non prendere parte a percorsi per la realizzazione di altri soggetti politici, ma a interloquire con queste realtà.

Massimiliano Di Gioia riflette sui disastri legati alle alluvioni. In particolare a Roma dove i Verdi hanno approvato il piano regolatore di settanta milioni di metri cubi di cemento, dunque non si è stati credibili. Così è mancata credibilità in altre parti d’Italia. Propone segnale importante: ad esempio uscire dalle giunte campane. Necessario salto culturale per far comprendere la decrescita attraverso la qualità della “crescita verde” e saper cogliere, pur nel panorama tragico della crisi globale, i segnali di cambiamento in atto (Obama in primis). Temi dei Verdi sono potenziali. Due iniziative: una sulla crisi e sull’economia verde per uscirne, la seconda sulla città europea ecologica. Propone che i Verdi vadano avanti in autonomia e protagonisti. Recuperare credibilità con una discontinuità netta con il passato. Recuperare persone e forze che si sono disperse.

Miriam Massai riporta esperienza fiorentina. Il PD fiorentino è nella bufera. Verdi autonomi e propositori di primarie di coalizione. Verdi devono continuare ad ascoltare e seguire tutto. Apprezza assemblea della sinistra, ma non comprende la creazione di un nuovo soggetto politico.

Caterina Di Bitonto afferma che è dirimente la scelta per le elezioni europee. L’Italia ha capito in ritardo la questione ambientale che i Verdi denunciano da tempo. Non perdiamo tempo e iniziamo percorso come Verdi e con il nostro bagaglio culturale. Ascoltare altre forze, che sono sensibili quando gli pare, può essere un ulteriore perdita di tempo.

Davide Fabbri vorrebbe mantenere una riflessione aperta sul futuro dei Verdi. La situazione è grave. Indispensabile lavorare sui territori. Il PD a Cesena e Forlì è il partito degli affari e delle aziende. Lì i verdi sono all’opposizione e contrastano piani regolatori sviluppisti e cementificatori. Occorre presentare simbolo ovunque. CFN di gennaio deve essere decisivo. Scelta indipendente da legge e riforme elettorali. Ridiamo credibilità presentandoci alle elezioni. Anche soggetto di sinistra è positivo, ma non sono i Verdi.

Sono state votate le modifiche regolamentari che riportiamo a parte.

Dino Barrera vorrebbe un CFN più attento alla politica ed ai territori, meno autoreferenziale. La ricostruzione dei Verdi non può essere eterodiretta dall’alto. In alternativa al partito degli iscritti a
mezzo tessere come base delle Federazioni propone un partito di Circoli territoriali, a partire da Comitati
Promotori che prendano da subito iniziative pubbliche. Indifferibile l’uscita immediata e pubblica dal recinto della sinistra radicale. Solo iniziative Verdi senza alcun assemblaggio tattico-opportunista con alcuno.

Riccardo Mastrorillo afferma che non è stato ancora cambiato il partito. C’e’ molta confusione tra chi propone idee di sinistra e chi ha altre idee. Si deve chiarire posizione dei Verdi. Critica iniziative non pubblicizzate.

Ha concluso Maurizio Zammataro sostenendo che c’è il tempo del coraggio ma anche il tempo della responsabilità. Questo è il tempo della responsabilità ed è velleitario ancora oggi parlare di autonomia dei Verdi. Dunque il cantiere della sinistra è positivo e noi dovremmo ragionare su questo. Ciò non significa sciogliersi ma voglio ragionare di una forza politica che possa aspirare a d avere oltre il 2%.

Finiti gli interventi alla presenza ormai di una quindicina di persone alle ore 17.40 Lomelo ha sciolto il consiglio ricordando che il prossimo CFN potrebbe svolgersi o il 24-25 gennaio oppure i primi di febbraio. Grazia Francescato è stata presente sino alla fine ma non ha effettuato repliche.

1 Commento a “Consiglio Federale Nazionale del 14 dicembre”

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    E’ tempo che i Verdi ( o partito ecologista ) si affranchino dalle culture di derivazione totalitaria e inizino un percorso di federazione - fusione con le forze libere e autonomiste e le liste civiche, che rappresentano i territori.
    In Europa non si fa’ gruppo insieme con L’Alleanza Libera Europea ? Perchè non farlo anche a livello nazionale e di enti locali decentrati ? Ricordiamo inanzitutto che l’ecologismo e una filosofia politica trasversale.

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