Ambiente

Ambiente urbano. Roma scivola al 70° posto.

Roma dal 55° al 70° posto nella classifica redatta annualmente da “Il Sole 24 ore” e Legambiente sulla qualità ambientale nelle città. Qualcuno pensa davvero che sia colpa di Alemanno?

Ambiente urbano. Roma scivola al 70° posto. bigimage

Che Roma sia attualmente al 70° posto nella classifica che viene annualmente redatta da Legambiente sulla qualità ambientale delle nostre città non può certo stupire. Forse sarebbe stato più logico stupirsi del fatto che negli anni passati occupasse posizioni significativamente migliori. Io avevo maliziosamente attribuito la generosità dei giudizi precedenti ad una certa contiguità tra il giudicante e il giudicato, vista la rilevante dote” di risorse umane che Legambiente ha prestato alla coalizione che ha governato per lungo tempo la capitale. Certo però non si può attribuire questo tonfo alle responsabilità di Alemanno, che probabilmente farà altri errori e non si può escludere che riesca finanche a peggiorare la situazione (difficile a dire il vero), ma sicuramente non ha colpe sul “ranking” attuale. Roma, dal punto di vista ambientale e di conseguenza sotto l’aspetto della qualità della vita, è in una situazione disastrosa. Ed uno dei principali fattori negativi è legato alla mobilità. In 15 anni di governo Rutelli-Veltroni non si è stati capaci di porre in essere una politica urbanistica e della mobilità che spostasse significativamente il punto di equilibrio (o di squilibrio se vogliamo) dall’uso del mezzo privato all’uso del mezzo pubblico. La paura di perdere consensi, una visione arretrata del governo del territorio, l’oggettiva incapacità di assumere decisioni coraggiose, hanno dato vita a politiche deboli e timide, del tipo “vorrei ma non posso”, che non hanno certo fornito una efficace soluzione. A poco serve investire sull’aumento della flotta di autobus o sulla frequenza delle corse se non si permette ai mezzi pubblici di essere davvero competitivi con il mezzo privato. E il ridicolo incremento di percorsi protetti è una prova di quanto alla fine abbia prevalso una politica a vista, cercando di volta in volta di correggere il tiro in una direzione o nell’altra a seconda di chi faceva la voce più grossa (attività in cui primeggiano categorie come commercianti e automobilisti). Si è persa una visione organica e complessiva del problema, che sarebbe stata l’unica davvero utile a porre in essere una politica dei trasporti e della mobilità che liberasse Roma e le sue meravigliose strade dallo smog e dalle lamiere. E’ stata un’occasione sprecata. Un lungo periodo di tempo che, grazie al meccanismo di stabilità amministrativa introdotto con la riforma del sistema elettorale degli enti locali, avrebbe consentito l’allineamento alle altre grandi città europee, nelle quali – chi più chi meno – è stato affrontato coraggiosamente il problema della mobilità e sono state individuate soluzioni innovative ed efficaci per affermare in modo chiaro la supremazia del trasporto pubblico su quello privato, mentre a Roma la precedenza continua ad averla il secondo. Alemanno difficilmente potrà fare peggio, ma probabilmente non farà di meglio. Per una Roma vivibile c’è ancora molto da aspettare.

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