Roma, Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana
Stamane la Rajavi ha tenuto un incontro alla Camera con numerosi parlamentari italiani. Fuori, davanti Montecitorio, un centinaio di persone ha manifestato il loro suo sostegno. I sostenitori della Rajavi indossavano una maglietta gialla con l’immagine della leader del movimento di opposizione iraniano e un cappellino con la scritta “Viva Rajavi”. Fra i manifestanti c’erano molte donne e bambini.
Maryam Rajavi e’ nata in una famiglia di classe media a Teheran. Madre di una ragazza di 21 anni, si è laureata ingegnere in metallurgia all’università di tecnologia di Teheran. Comincia le sue attività contro lo Scià già negli anni ‘70. dopo la sua entrata all’università, e diventa rapidamente una dirigente del movimento dei Mojahedin del popolo, un’organizzazione musulmana, democratica e nazionalistica che mira all’instaurazione di un governo democratico, pluralistico e laico in Iran.
Dopo la caduta della monarchia, Maryam diventa la responsabile della sezione sociale del Mojahedin, svolgendo un ruolo chiave nell’adesione degli studenti e dei liceali. Nel 1980, si presenta alle elezioni legislative a Teheran ottenendo più di 250.000 voti.
La Rajavi ha svolto un ruolo decisivo nell’organizzazione delle due grandi manifestazioni a Teheran, in aprile ed nel giugno del 1981, contro il nascente regime. Da questo momento in poi, la repressione khomenista si accentua costringendo alla fuga Myriam Rajavi che giunge a Parigi nel 1982.



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