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	<title>Commenti a: Diritto al futuro: quale progetto ecologista?</title>
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	<link>http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/</link>
	<description>Un sito artigianale e partecipato</description>
	<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 04:31:45 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Di: Stefano Panzarasa</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/#comment-26</link>
		<dc:creator>Stefano Panzarasa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 20:45:06 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Tullio,
grazie per la risposta, allora come contributo e per essere il più chiaro possibile, ti invio il "manifesto" della Rete Bioregionale Italiana, da me fondata insieme ad altri amici e amiche di tutti Italia nel 1996. Il bioregionalismo è una pratica di vita ecologista e si rifà ai principi dell'ecologia profonda.
Buona lettura...
Stefano

Rete Bioregionale Italiana

La Rete Bioregionale è ispirata dal concetto di bioregione, aree omogenee definite dall’interconnessione dei sistemi naturali e dai viventi che le abitano. Una bioregione è un insieme di relazioni in cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita. 

Bentornati a casa!
Documento d'intesa della Rete Bioregionale Italiana
	
La  bioregione è un luogo geografico riconoscibile per varie caratteristiche: clima, suoli omogenei, specie vegetali e animali, bacini idrografici nella loro integrità, versanti montani, eccetera, ma anche le culture umane, considerando in particolare quelle prodotte da popoli che da tempo immemorabile hanno saputo convivere in armonia con tutto questo.
Per bioregionalismo si intende la volontà di ri-diventare nativi del proprio luogo, della propria bioregione. Possiamo fare tutte le scoperte possibili, usare la tecnica, la scienza; possiamo andare sulla luna e comunicare via satellite, ma alla base della nostra sopravvivenza fisica, psichica e spirituale vi sono questi alberi, queste erbe, questi animali, queste acque, questo suolo del luogo dove viviamo. L’evoluzione sociale e tecnologica è ecologicamente compatibile solo in “piccola scala”, localmente ancorata ad una visione olistica del sapere.
L’idea bioregionale consiste essenzialmente nel riprendere il proprio ruolo all’interno della più ampia comunità di viventi e nell’agire come parte e non a parte di essa, corregendo i comportamenti indotti dall’affermarsi di un sistema economico e politico globale, che si è posto al di fuori delle leggi della natura e sta devastando, ad un tempo, la natura stessa e l’essere umano.
Il bioregionalismo si rifà ai principi ecocentrici, riconoscendo che l’equilibrio ecologico esige una profonda trasformazione nella percezione che abbiamo come esseri umani riguardo al nostro ruolo nell’ecosistema planetario. Questa consapevolezza non è qualcosa di completamente nuovo, ma affonda le sue radici negli antichi saperi popolari (nativi europei, nativi americani, aborigeni australiani, nativi europei, eccetera) e nelle grandi tradizioni spirituali occidentali e orientali.
Il modo più appropriato per iniziare a ri-abitare non è attraverso leggi o regolamenti imposti, ma ponendosi in prima persona in relazione al luogo in cui si vive: scoprendone i significati, gli scambi, individuandone i contorni, dedicandosi ad attività sostenibili con la propria bioregione.
Queste sono alcune delle prime cose da attuare e, in tale campo, siamo tutti apprendisti.
L’idea bioregionale punta ad inserirsi nelle pieghe della società; per riuscirci, diverse possono essere le modalità, i linguaggi e le forme, ma, al di là delle differenze, ciò che accomuna i bioregionalisti è la consapevolezza di essere parte interdipendente di un insieme senziente.
L’idea bioregionale è ispirata dai sistemi naturali e selvatici; per sua natura, pertanto, si esprime attraverso la forma decentrata.
Nell’introdurre questo concetto, si richiede la sensibilità di esporlo in modo che ogni persona, gruppo o realtà sociale lo senta proprio e nel proprio luogo si organizzi per radicarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tullio,<br />
grazie per la risposta, allora come contributo e per essere il più chiaro possibile, ti invio il &#8220;manifesto&#8221; della Rete Bioregionale Italiana, da me fondata insieme ad altri amici e amiche di tutti Italia nel 1996. Il bioregionalismo è una pratica di vita ecologista e si rifà ai principi dell&#8217;ecologia profonda.<br />
Buona lettura&#8230;<br />
Stefano</p>
<p>Rete Bioregionale Italiana</p>
<p>La Rete Bioregionale è ispirata dal concetto di bioregione, aree omogenee definite dall’interconnessione dei sistemi naturali e dai viventi che le abitano. Una bioregione è un insieme di relazioni in cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita. </p>
<p>Bentornati a casa!<br />
Documento d&#8217;intesa della Rete Bioregionale Italiana</p>
<p>La  bioregione è un luogo geografico riconoscibile per varie caratteristiche: clima, suoli omogenei, specie vegetali e animali, bacini idrografici nella loro integrità, versanti montani, eccetera, ma anche le culture umane, considerando in particolare quelle prodotte da popoli che da tempo immemorabile hanno saputo convivere in armonia con tutto questo.<br />
Per bioregionalismo si intende la volontà di ri-diventare nativi del proprio luogo, della propria bioregione. Possiamo fare tutte le scoperte possibili, usare la tecnica, la scienza; possiamo andare sulla luna e comunicare via satellite, ma alla base della nostra sopravvivenza fisica, psichica e spirituale vi sono questi alberi, queste erbe, questi animali, queste acque, questo suolo del luogo dove viviamo. L’evoluzione sociale e tecnologica è ecologicamente compatibile solo in “piccola scala”, localmente ancorata ad una visione olistica del sapere.<br />
L’idea bioregionale consiste essenzialmente nel riprendere il proprio ruolo all’interno della più ampia comunità di viventi e nell’agire come parte e non a parte di essa, corregendo i comportamenti indotti dall’affermarsi di un sistema economico e politico globale, che si è posto al di fuori delle leggi della natura e sta devastando, ad un tempo, la natura stessa e l’essere umano.<br />
Il bioregionalismo si rifà ai principi ecocentrici, riconoscendo che l’equilibrio ecologico esige una profonda trasformazione nella percezione che abbiamo come esseri umani riguardo al nostro ruolo nell’ecosistema planetario. Questa consapevolezza non è qualcosa di completamente nuovo, ma affonda le sue radici negli antichi saperi popolari (nativi europei, nativi americani, aborigeni australiani, nativi europei, eccetera) e nelle grandi tradizioni spirituali occidentali e orientali.<br />
Il modo più appropriato per iniziare a ri-abitare non è attraverso leggi o regolamenti imposti, ma ponendosi in prima persona in relazione al luogo in cui si vive: scoprendone i significati, gli scambi, individuandone i contorni, dedicandosi ad attività sostenibili con la propria bioregione.<br />
Queste sono alcune delle prime cose da attuare e, in tale campo, siamo tutti apprendisti.<br />
L’idea bioregionale punta ad inserirsi nelle pieghe della società; per riuscirci, diverse possono essere le modalità, i linguaggi e le forme, ma, al di là delle differenze, ciò che accomuna i bioregionalisti è la consapevolezza di essere parte interdipendente di un insieme senziente.<br />
L’idea bioregionale è ispirata dai sistemi naturali e selvatici; per sua natura, pertanto, si esprime attraverso la forma decentrata.<br />
Nell’introdurre questo concetto, si richiede la sensibilità di esporlo in modo che ogni persona, gruppo o realtà sociale lo senta proprio e nel proprio luogo si organizzi per radicarlo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tullio Berlenghi</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/#comment-24</link>
		<dc:creator>Tullio Berlenghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 05:05:29 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Stefano,

in effetti, pur avendo iniziato puntualmente l'incontro (soprattutto considerando i tempi "romani") e pur contigentando i tempi degli interventi, siamo andati un po' troppo in là con l'orario, rinunciando ad intavolare un dibattito che sarebbe stato costruttivo ed interessante. Sicuramente avremo altre occasioni. Nel frattempo ti propongo di inviarci un tuo contributo da mettere sul sito. Grazie comunque per la partecipazione.

Tullio Berlenghi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Stefano,</p>
<p>in effetti, pur avendo iniziato puntualmente l&#8217;incontro (soprattutto considerando i tempi &#8220;romani&#8221;) e pur contigentando i tempi degli interventi, siamo andati un po&#8217; troppo in là con l&#8217;orario, rinunciando ad intavolare un dibattito che sarebbe stato costruttivo ed interessante. Sicuramente avremo altre occasioni. Nel frattempo ti propongo di inviarci un tuo contributo da mettere sul sito. Grazie comunque per la partecipazione.</p>
<p>Tullio Berlenghi</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Panzarasa</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/#comment-23</link>
		<dc:creator>Stefano Panzarasa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 21:32:11 +0000</pubDate>
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		<description>Sono stato all'incontro a Roma e ho apprezzato molti degli interventi anche se alla fine non c'era più spazio per parlare da parte dei "nuovi arrivati" come me, peccato...
Mi piace ascoltare riflessioni su temi di primaria importanza quali il vegetarianesimo e la decrescita sui quali i Verdi sono stati molto carenti in passato ma per potersi definire ecologisti (basterebbe dire ambientalisti) mancano ancora riflessioni sull'ecologia profonda, bioregionalismo, eco-spiritualità, matriarcato, astrologia, eccetera. 
E' di queste tematiche che volevo parlare, dunque sarà per un'altra volta magari però in un luogo in campagna tanto per bilanciare con la città e poi così non sono costretto a portarmi una giacca...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato all&#8217;incontro a Roma e ho apprezzato molti degli interventi anche se alla fine non c&#8217;era più spazio per parlare da parte dei &#8220;nuovi arrivati&#8221; come me, peccato&#8230;<br />
Mi piace ascoltare riflessioni su temi di primaria importanza quali il vegetarianesimo e la decrescita sui quali i Verdi sono stati molto carenti in passato ma per potersi definire ecologisti (basterebbe dire ambientalisti) mancano ancora riflessioni sull&#8217;ecologia profonda, bioregionalismo, eco-spiritualità, matriarcato, astrologia, eccetera.<br />
E&#8217; di queste tematiche che volevo parlare, dunque sarà per un&#8217;altra volta magari però in un luogo in campagna tanto per bilanciare con la città e poi così non sono costretto a portarmi una giacca&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimiliano Di Gioia</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/#comment-15</link>
		<dc:creator>Massimiliano Di Gioia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 09:59:58 +0000</pubDate>
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		<description>Costruire una vasta rete del sapere ecologista è una delle tappe fondamentali per il rilancio delle politiche ambientaliste in Italia e non solo. Ora più che mai è sentito stretto il rapporto tra ecologia ed economia e ad esempio i cambiamenti climatici sono tra i punti prioritari nell'agenda politica di ogni nazione. Questo spazio web è un luogo aperto che serve a mettere insieme "concretamente" i saperi, le esperienze e le "vertenze" di tutti i verdi ma anche di tutte quelle associazioni di cittadini che fanno della salvaguardia dell'ambiente, della tutela dei diritti e dei "beni comuni" iniziativa politica quotidiana. Insomma qualcosadiverde è uno strumento non calato dall'alto ma che nasce dal basso e cresce orizzontalmente. Quindi va alimentato con il contributo di tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Costruire una vasta rete del sapere ecologista è una delle tappe fondamentali per il rilancio delle politiche ambientaliste in Italia e non solo. Ora più che mai è sentito stretto il rapporto tra ecologia ed economia e ad esempio i cambiamenti climatici sono tra i punti prioritari nell&#8217;agenda politica di ogni nazione. Questo spazio web è un luogo aperto che serve a mettere insieme &#8220;concretamente&#8221; i saperi, le esperienze e le &#8220;vertenze&#8221; di tutti i verdi ma anche di tutte quelle associazioni di cittadini che fanno della salvaguardia dell&#8217;ambiente, della tutela dei diritti e dei &#8220;beni comuni&#8221; iniziativa politica quotidiana. Insomma qualcosadiverde è uno strumento non calato dall&#8217;alto ma che nasce dal basso e cresce orizzontalmente. Quindi va alimentato con il contributo di tutti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tullio Berlenghi</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/#comment-12</link>
		<dc:creator>Tullio Berlenghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 04:28:12 +0000</pubDate>
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		<description>E' una delle cose che ci piacerebbe fare per rafforzare il progetto ecologista nel nostro paese. Questo sito vuole essere uno degli strumenti per creare quella "rete" di risorse verdi di cui abbiamo un grande bisogno.
Ciao
Tullio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una delle cose che ci piacerebbe fare per rafforzare il progetto ecologista nel nostro paese. Questo sito vuole essere uno degli strumenti per creare quella &#8220;rete&#8221; di risorse verdi di cui abbiamo un grande bisogno.<br />
Ciao<br />
Tullio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Zurlo</title>
		<link>http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/#comment-11</link>
		<dc:creator>Francesco Zurlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:26:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.qualcosadiverde.it/?p=476#comment-11</guid>
		<description>Mi trovo d'accordo con te su molte cose, ma mi sembra importante avviare un collegamento tra le varie realtà verdi dentro e fuori la federazione.
A presto
Francesco Zurlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo d&#8217;accordo con te su molte cose, ma mi sembra importante avviare un collegamento tra le varie realtà verdi dentro e fuori la federazione.<br />
A presto<br />
Francesco Zurlo</p>
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